Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Manolis Glezos

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Da un letto d’ospedale, perché le botte si prendono ad ogni età, guarda attraverso la finestra il fumo e la cenere, e percepisce l’odore della polvere da sparo e della benzina; là, sulla strada, cinque bottiglie contemporaneamente ai piedi degli aguzzini e per tutta la larghezza della carreggiata. Proprio un bel falò, sarebbe. Magari qualcuno ha provato ad offrigli oro e stelle ma lui, per esorcizzare il demone abbattutosi sulla Grecia, grida che la culla della democrazia non può abbandonare alla sorte decisa dai banchieri il popolo greco, e che strapperà ancora una volta una bandiera  dall’Acropoli.

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Written by Ezio

15 febbraio 2012 a 09:16

Pubblicato su Senza Categoria

2 Risposte

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  1. oltre a Manolis Glezos Theodorakis era in piazza Syntagma; due simboli di una unica lotta, diversa nei tempi, al fascio-nazismo e alla dittatura dei colonnelli. Insieme alla loro gente perchè la lotta contro i ricatti dell’FMI e BCE è la lotta per la difesa della democrazia, per la dignità dei lavoratori per l’autodeterminazione. Cambiano le divise e i metodi, ma le finalità e gli obiettivi sono sempre gli stessi.
    Loris

    Loris

    16 febbraio 2012 at 12:32

  2. Sì, lo so, anche Mikis Theodorakis era in piazza… è che questa foto ha fatto il giro del web e quando l’ho vista m’è sembrata un’istantanea di un documentario, dove i carnivori girano intorno al branco delle prede cercando la più debole, o malata, o anziana, proprio come mettere le mani intorno al collo di un vecchio.
    Ci hanno abituati all’economia disciplinandoci, trasformandoci, pacificandoci, nascondendoci il fatto che l’economia è politica della peggior specie e forse l’unica capace di fare selezione dentro le viscere di un’umanità diventata per loro del tutto inutile, e con essa stanno cercando di distruggere quel poco che resta della democrazia e soprattutto dei legami sociali.

    Ezio

    16 febbraio 2012 at 22:17


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