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Palabras en el viento

A giudizio di Lalande

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Lalande 21185 è una stella situata nel gran carro (o nell’orsa maggiore) ed è una tra le tante stelle che non ho mai osservato col mio telescopio. È una nana rossa, ovvero una stella con poca massa, per cui abbastanza fredda e assai più longeva del nostro sole, ed è relativamente vicina alla terra (circa otto anni luce ovvero circa ottantamila miliardi di km). Prende il nome da Joseph Jérome de Lalande, astronomo francese della seconda metà del ‘700.

L’idea di volare – sembra che, nonostante il genio, neppure Leonardo sia mai riuscito a far volare una delle sue intuizioni – era già diffusa fin dalla fine del ‘500 e appena un secolo dopo Joseph Glanvil ebbe a scrivere che nel giro di poche generazioni l’uomo sarebbe riuscito a volare nelle regioni incognite dell’emisfero sud e finanche sulla Luna. Un tale viaggio – sostenne – non sarà considerato più strano di un viaggio nelle Americhe.
Però, come troppo spesso accade, ogni idea rivoluzionaria capace di troncare con i dogmi acquisiti deve scontrarsi con il giudizio e i commenti dei critici: critici beninteso certificati dalla loro acquisizione sul campo di battaglia.
Lalande era all’epoca una persona importante, credibile, di cultura, e non esitò a scagliarsi contro i giornalisti che simpatizzavano per i pionieri del volo umano attraverso l’aiuto delle macchine.

“Scrivono così spesso e così tanto di macchine volanti e di rabdomanti e di invenzioni illogiche che alla fine i lettori potrebbero credere a queste pazzie. Inoltre potrebbero pensare che gli scienziati che collaborano coi giornali non abbiano niente da obiettare contro certe prese di posizione. È dimostrato. È stato dimostrato più e più volte che l’uomo non possa sollevarsi in aria per cui solo un emerito ignorante può pensare che idee così fantasiose, anche guardando a un futuro tanto lontano, possano essere realizzabili.”

In effetti il buon Joseph Jérome de Lalande dovette aspettare un solo anno per veder confutata la sua tesi e quella della maggioranza degli scienziati dell’epoca. Giusto un anno dopo – per l’appunto e per ironia della sorte – furono due suoi connazionali di cui uno col suo nome, Joseph e Étienne Montgolfier, a far sollevare un pallone aerostatico ad Annonay. Dopo pochi mesi un altro pallone gonfiato con idrogeno sorvolava Parigi sotto la direzione del fisico César Charles. Erano palloni senza “passeggeri” ma nello stesso anno i due Montgolfier fecero volare sul loro “aeromobile” una pecora un gallo e un’anatra aprendo così la possibilità di volare agli esseri umani. In effetti, sempre nello stesso anno, i Montgolfier fecero giustappunto volare passeggeri umani.

Si racconta che le parole di Lalande – come sempre accade ai geni di ieri e di oggi che tutto sanno e tutto comprendono del presente e del futuro – siano state falsate, distorte, falsificate e travisate.

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Written by Ezio

15 ottobre 2011 a 15:49

Pubblicato su Senza Categoria

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