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Dai piselli al nazismo

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L’eugenetica, così come viene oggi definita, nasce dopo la seconda guerra mondiale. In effetti furono un biologo americano e un fisico inglese, Watson e Crik, a svelare più o meno in modo definitivo la famosa struttura a doppia elica sinistrorsa del DNA. Con questa scoperta è stato possibile decifrare il codice della vita e, di fatto, entrare in una nuova era scientifica.

Già, ma nasce veramente subito dopo la seconda guerra mondiale l’eugenetica?

Il frutto della conoscenza, come tutti sappiamo, maturò nell’orto di un monastero, dove un monaco moravo, Gregor Mendel, scoprì dopo anni di osservazioni le prime elementari regole sull’ereditarietà studiando dei semplici piselli. Ma, come sempre accade, il mondo scientifico fu assai riluttante alle sue scoperte e i suoi articoli spediti ai grandi accademici di allora furono cestinati senza pietà e senza essere letti oltre la prima riga. Solo all’inizio del novecento, grazie all’invenzione e al relativo uso del microscopio, i biologi scoprirono i cromosomi all’interno delle cellule e si ricordarono del povero Mendel, dando vita così ad una nuova disciplina scientifica: La genetica (e le aberrazioni che ne sono derivate).

In effetti l’idea della trasmissione dei geni fece riflettere più di qualche biologo, conducendolo a credere di poter influire sullo sviluppo degli esseri umani definiti allora “inferiori”, cercando in tal modo un miglioramento della specie umana. Il genetista Galton diede il nome di “Eugenica”, poi diventata “Eugenetica”, a questa branca della scienza in cui gli specialisti avevano per compito null’altro che eliminare dalla società gli individui biologicamente inferiori.
Ricerche condotte in maniera rigorosamente scientifica furono portate avanti su individui dediti all’alcool, alla prostituzione, o semplicemente al furto, e in quel periodo nacquero i primi test d’intelligenza che sono in auge ancora oggi. Tutto divenne immediatamente spiegabile attraverso l’ereditarietà (povero Mendel). Gli italiani erano violenti e generavano figli violenti, gli ebrei erano ladri e generavano figli ladri e persino Churchill (il castoro), non ancora primo ministro, affermò che per l’Inghilterra la costante crescita di strati della popolazione in cui abbondano persone di bassa cultura e folli e matte, rispetto al regresso degli strati di popolazione costituiti da persone forti e intelligenti, diverrà un grave pericolo per la la nazione e la razza. Tutto ciò che alimenta il fiume della follia e della debolezza va sbarrato nel più breve tempo possibile.

Era il 1910 e appena tredici anni dopo in Germania venne creata la prima cattedra di “Igiene Razziale”. Negli stessi anni in America si approvavano leggi per legalizzare la sterilizzazione forzata degli strati più “deboli” della società, perché l’eugenetica è l’Eugenetica.
Il delirio razziale, come tutti sappiamo, non è l’Eugenetica in sé, tanto che proprio in Germania, dopo la nascita del nazismo, l’eugenetica e i suoi rappresentanti si trovarono davanti una critica sempre più montante e sempre più feroce: il nazismo proseguì per la sua strada, l’eugenetica divenne, a piccoli passi, scienza.

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Written by Ezio

4 agosto 2011 a 15:31

Pubblicato su Senza Categoria

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