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Palabras en el viento

Lungo la strada della ricerca

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Nel 1995 un professore di chimica nonché premio nobel, Glenn Seaborg, affermò in un articolo che la cosa non andava vista in termini drammatici. (Un po’ quello che dice oggi Borghezio sui fatti di Oslo). La cosa? Già, ma quale? Per ora non ha importanza.
Aggiunse anche che i ricercatori operano nell’ambito delle norme etiche in auge nel tempo che vivono e che, magari tra mezzo secolo, le norme etiche attuali ritenute valide nel campo della ricerca medica e non, faranno rabbrividire i nostri nipoti.

La “cosa” era riferita giustappunto ad un tempo assai più antico (ma non troppo) e un’etica assai più antica (anche questa non troppo), di conseguenza e per cui giustificabile. E non che nel blocco sovietico fosse alquanto diversa, e l’etica e i fatti che vi accadevano.

Nascosti dietro il più rigoroso segreto di stato, tra il ’45 e il ’47, a molti pazienti ricoverati negli ospedali veniva iniettato nelle vene piccole dosi di Plutonio per poter studiare gli effetti a medio e lungo termine sul corpo umano. Ovviamente con le cavie tenute all’oscuro. Pochi anni dopo si sperimentò il ferro radioattivo sulle donne in stato di gravidanza: povere, negre, disadattate, o semplicemente fuori del sistema per cui matte. Paul Hahn, medico e boia al contempo, raccontò di neonati con elevato tasso di cancro nonché altre malattie che li portavano alla morte in breve tempo. Il sorriso rassicurante dello scienziato che ha studiato e continua a studiare non mancava mai.
I ragazzi ritardati o con oggettiva difficoltà di apprensione (da scompisciarsi dal ridere di fronte a questa diagnosi), tutti rinchiusi nella stessa scuola-prigione, venivano invece nutriti con fiocchi di mais mescolati con ferro e calcio radioattivi. C’è qui da aggiungere che i genitori erano informati, nel senso che venivano informati che i loro figli erano soggetti ad esperimenti medici per una non meglio precisata cura, ottima non solo in prospettiva ma comunque da sperimentare.
Fu Clinton, nel ’95, su suggerimento di un deputato che aveva fatto ricerche su svariati esperimenti compiuti dai militari sugli umani, a dare il via libera per indagini interne (che poi mantengono naturalmente il segreto di stato). Tra le tante ricerche scientifiche fatte secondo l’etica del tempo si scoprì anche che tra il ’63 e il ’71, a molti detenuti nelle carceri americane, venivano somministrate a loro insaputa dosi massicce di raggi X, unicamente per poter accertare (scientificamente, s’intende) l’effetto di tale radiazione sulla produzione di sperma.

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Written by Ezio

27 luglio 2011 a 18:33

Pubblicato su Senza Categoria

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