Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Un re acuto

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“I fari sono più utili delle chiese!” ebbe a dire un giorno Benjamin Franklin. E Jefferson non era certo da meno poiché definì il Dio di Mosè come un essere dal carattere terrificante: “Crudele, vendicativo, capriccioso e iniquo.” Tutti i fondatori della costituzione americana, compreso Madison e il primo presidente degli Stati Uniti, sostenevano questa tesi. Altro che giurare sulla bibbia. Altro che i bacchettoni inglesi dell’epoca.
Franklin è stato (e rimane) probabilmente il più celebre, più per le sue scoperte scientifiche che per le azioni politiche. Genio? Certo, ma solo perché maschio!
Era talmente conosciuto e talmente rispettato che fu lui a salire su una nave pronta a salpare alla volta della Francia: doveva compiere una missione che nel 1777 sembrava disperata ai più e probabilmente anche a lui.
Franklin attraversò l’Atlantico per chiedere aiuto militare alla Francia. Filadelfia o Philadelphia ed altre roccaforti erano nelle mani dei colonialisti (bacchettoni) di sua maestà britannica.

Non c’era al mondo persona che non conoscesse la sua scienza: di fatto è stato il precursore dell’invenzione delle lenti bifocali e del principio che fa funzionare il frigorifero, osservando che il sudore nei giorni di caldo afoso (afoso, non torrido, mentecatti della tv!) mantiene il corpo più fresco grazie all’evaporazione (che evidentemente sottrae calore al corpo); ha inventato l’armonica di cristallo che ispirò Mozart e abitualmente diceva: “Ciò che appare tanto complesso si può spiegare guardando la natura e si trova in ciò che è più semplice.”
Quel che strabiliava di più era però l’invenzione del parafulmine: aveva compreso che il lampo e il fulmine, la cui conseguenza è il tuono, non sono manifestazioni dell’ira divina ma cariche elettriche che partono dall’atmosfera per scaricarsi al suolo, e che possono essere catturate con un lungo filo metallico piantato nel terreno e collegato ad un’asta di ferro appuntita posta in alta posizione rispetto al terreno stesso.

Usò il suo prestigio e il suo peso politico ma soprattutto il suo carisma scientifico per convincere i francesi.

George Washington era malato di tutto: soffriva di febbre assai frequentemente e aveva pochi denti e pure cariati, ma soprattutto aveva un’ulcera che gli devastava lo stomaco; però era impavido e possedeva la tempra del soldato e lo sguardo che fulmina e sapeva cavalcare come nessuno. Con le armi francesi e con l’aiuto di truppe francesi andò alla conquista delle roccaforti inglesi: la guerra d’indipendenza di cui George Bush Junior (e forse anche senior) ha sempre ignorato l’esistenza.

Il re inglese, abile, acuto e perspicace come un Roberto De Mattei o un Carlo Giovanardi, ma molto più ingegnoso di loro, sconfitto nella battaglia nell’onore e nell’imposizione della religione, punì duramente la blasfemia del portavoce dei ribelli americani nonché traditore della patria Benjamin Franklin, ordinando (tiè!) che i parafulmini sul suolo inglese avessero l’asta di ferro con la punta arrotondata anziché sottile.

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Written by Ezio

29 aprile 2011 a 14:54

Pubblicato su Senza Categoria

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