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Palabras en el viento

Un altro Sand Creek

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Il fiume Guayas non può certo definirsi tra i più lunghi e tra i più conosciuti nel mondo, ma è abbastanza famoso per il suo bacino che è il più esteso tra quelli che, nell’America del sud, sfociano sull’oceano pacifico formando un vero e proprio golfo nei cui pressi sorge la città di Guayaquil, che con oltre tre milioni di abitanti risulta essere oggi la più popolata dell’Ecuador.

Anni dopo il Sand Creek, come il Sand Creek, le acque del Guayas si tingono di rosso.

Nel 1922 la città di Guayaquil non era la più popolata dell’Ecuador ma era comunque la città portuale più importante; i lavoratori portuali massacrati dalla fame, stanchi di mangiare acqua e bere aria, entrarono in sciopero e con loro scioperarono anche le donne: lavandaie, ambulanti, serve, sarte, mogli, amanti, tanto da formare e riunirsi nel comitato Rosa Luxemburg.
Per un certo periodo né i poliziotti né altri guardiani di regime si azzardarono ad affacciarsi sul porto, né provarono a circolarvi all’interno, neanche in tenuta civile. Fu di fatto il primo sciopero generale e di massa nel paese.

È passato un po’ di tempo da quello sciopero e ora le acque del fiume sono ricoperte da fiori lanciati dalle sponde e lasciati alla deriva, di campo ma anche da tutti i fiori possibili che stanno abitualmente sui davanzali delle finestre. Fiori che formano croci d’odio e altre forme strane, che si muovono assieme alle onde, che si cullano in un infinito andirivieni con esse tra quelle acque ricolme di sangue e carogne.
È il popolo che sta gettando fiori nel Guayas, mentre sogna talmente forte che gli esce il sangue dal naso.

Pochi giorni prima il presidente Arroyo aveva chiamato a rapporto il generale Barriga e rotto gli indugi: La situazione sta diventando insostenibile, questi pidocchiosi che oggi ridono domani voglio vederli piangere, a qualunque costo.
In effetti per il giorno dopo era stata organizzata un’altra grande manifestazione da parte degli scioperanti, tanto che a migliaia si ammassarono non sospettando che di lì a poco il rumore degli stivali proveniente da ogni luogo si sarebbe fatto così forte e assordante. I primi a fuggire furono i primi a cadere, e quando le cartucce finirono entrarono in azione le baionette a squarciare toraci e ventri.
Poi, il fiume, a fare da pattumiera.

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Written by Ezio

27 marzo 2011 a 23:08

Pubblicato su Senza Categoria

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