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Renzetti risponde a Veronesi…

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… sul nucleare, sui cazzari e sulle cazzate!

Arriva invece un tal Veronesi che ha tutte le informazioni per sparare, ora si capisce, cazzate. E Veronesi continua affermando che erano le centrali progettate in modo poco sicuro perché prevedevano, sul Pacifico, tsunami di soli 5 metri, invece occorreva prevedere tsunami maggiori. Di quanto, prego ? Va bene prevedere uno tsunami con onde di 7 metri ? O prevediamo uno tsunami di onde 15 metri così siamo più sicuri ? Che dice, professore ? Ha presenti i costi ?
Ma il Nobel della cazzata va a Veronesi quando dice che è “scientificamente vero che il mondo senza il nucleare non sopravviverà”. Perché professore vuole screditare una degna vita di oncologo entrando in cose che non conosce ? Lo sa che il nucleare non è rinnovabile ? Vi sono scorte limitate di uranio in mano a pochissimi Paesi (Stati Uniti, Canada, Kazakistan, Usbekistan, Sudafrica, Namibia, Brasile, Niger, Mongolia, Ucraina, Russia) ed i proprietari dei diritti di estrazione, oltre a quei Paesi, sono ancora le multinazionali del petrolio. Ma c’è di più, professore. Lo sa che l’uranio da miniera è perfettamente inutile in una centrale ? Quell’uranio deve passare all’arricchimento. La percentuale di Uranio 235 in Uranio 238 deve essere aumentata fino al 3 o 4% e questa operazione con centrifughe o altri sistemi è strettamente in mano alle potenze nucleari che mantengono le operazioni come segreto MILITARE. E questo perché, se l’arricchimento cresce al 7 o 8% si fanno le bombe. Ma come, non lo sapeva ? In genere chi ci vende le centrali ci fornisce l’uranio arricchito e, da quel Paese, saremmo dipendenti. Oppure dovremmo cambiare passando ad altro Paese che ha i sistemi di arricchimento e che è arrabbiato con noi per non avere comprato le sue centrali. Se poi c’è una crisi mondiale allora l’uranio arricchito o no non ce lo vende nessuno.
Non soddisfatto del primo Nobel conquistato lei ne vuole un secondo con la seguente cazzata: “per alcune energie rinnovabili non abbiamo le tecnologie che rendano accessibili i costi di trasformazione e globalmente non sono sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno”. Professore, si convinca, occorre investire in ricerca. Anni fa neppure certi tumori avevano cure ed oggi, con la ricerca, ci siamo arrivati. E perché non c’è ricerca ? Perché si toglierebbero guadagni di favola proprio a quelle multinazionali che vivono vendendo combustibili per produrre energia (combustibili fossili ed uranio). Le rinnovabili sono energie con una fonte gratuita ed infinita che necessitano macchine da realizzare per sfruttarla. Proprio non viene in mente a nessuno che sia possibile avere delle centrali solari o delle centrali a biomassa o … Come dire: “lei ha un tumore al seno … deve morire”. Anche l’avvocato Tremonti, che per la verità di cazzate ne fa e dice molte più di lei, è riuscito a dire che per dare gli “incentivi” (sic !) alle rinnovabili occorre affidarsi agli eurobond.
Ma la vera rivoluzione copernicana non la si fa perché con aristotelici come Tremonti (non so neppure se sappia chi è Aristotele) e lei (che certamente lo sa) non c’è speranza che ficchino l’occhio nel logoscopio del futuro.
Ancora sulla sicurezza degli impianti di ultima generazione. Professore, si convinca anche di questo: non esiste sicurezza con il nucleare, esistono invece bestialità diffuse a piene mani. Gliene dico un paio. Lo sa che il nucleare è l’unica fonte energetica in cui si definiscono delle grandezze in funzione della convenienza economica ? Si dice (approssimo perché si capisca)(*) che la dose accettabile di radiazione assorbita deve essere tale per cui il numero di morti che si hanno non sia alto. Si dice che l’incidente nucleare disastroso ha una sola probabilità su qualche migliaio di anni di funzionamento. Chi dice questo fa un errore gravissimo di matematica perché non ricorda o non sa che la probabilità NON HA MEMORIA. Ciò significa che possono accadere 5 incidenti gravi, tanto da sconvolgere la vita nel pianeta, e poi i superstiti per 5000 anni saranno tranquilli.
Infine l’ultima perla della sua collana.
“In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore”
alla quale si può solo dire che purtroppo in questo Paese non abbiamo il numero sufficiente di tecnici e scienziati che possano lavorare allo scopo. Per troppi anni si è sospesa la ricerca ed oggi se ne fa meno che mai. Anche su questo vitale aspetto dovremmo affidarci a Paesi stranieri ?

Roberto Renzetti

PS. Questo non lo dice Veronesi ma, già che ci sono, osservo un’altra cosa. Si sente spesso dire che siamo circondati da Paesi con il nucleare ed è stupido non averlo anche noi, tanto più che lo paghiamo caro ed è per questo che abbiamo le bollette elettriche più care del mondo.
E’ possibile che quasi tutti i nostri politici siano diventati ignoranti come leghisti ? Sulle centrali che ci sono vicine dico una cosa sola con la speranza che si capisca (anche se non ho argomenti gutturali per i leghisti). Con Fukushima avrete sentito che vi sono state delle evacuazioni di popolazione fino ad un raggio di 50 km dalle centrali. Prendete ad esempio Trino Vercellese. Torino è circa in quel raggio. Mentre le centrali francesi e svizzere sono a distanze maggiori con le Alpi in mezzo. E’ chiaro che arriverà un fall out anche in queste condizioni ma è ben altra cosa avere la malattia in casa che averla nella casa del vicino. Sul costo dell’energia elettrica nucleare che compriamo dalla Francia ripeto una cosa che ho già detto: quell’energia la compriamo di notte quando costa poco (a prezzi di mercato) perché le centrali nucleari funzionano senza possibilità di rallentare la notte. E la notte la richiesta elettrica è minore e la Francia, con il surplus, dovrebbe scaldarci l’atmosfera. Noi abbiamo invece centrali idroelettriche con il sistema del pompaggio notturno. Usiamo quell’energia per portare acqua da sotto la diga all’invaso superiore ed usiamo la caduta di tale acqua durante il giorno vendendo l’energia agli utenti, ahimé, a carissimo prezzo. E questo carissimo prezzo, lo dico ai bugiardi che fanno i venditori ambulanti di bugie e cazzate, discende dalle tasse che sono in bolletta elettrica (circa il 60%). Mentre in altri Paesi non supera il 35%.

Insomma “anche il limite ha una pazienza” come diceva Totò.

_____________________

(*) La dose limite di radiazioni indicata dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni (ICRP) per il personale addetto agli impianti e per la popolazione non significa dose al di sotto della quale non vi è rischio” e neppure “dose minima assicurata dalla migliore tecnologia disponibile” perché ciò sarebbe
troppo costoso. Dose limite – più elevata per i lavoratori, minore per la popolazione – significa quel livello di radiazioni cui sono associati effetti somatici (tumori, leucemie, ecc.) o genetici, “che vengono considerati accettabili per l’ individuo e per la collettività in vista dei benefici economici derivanti da siffatte attività con radiazioni.” La ICRP ha fornito anche la valutazione degli effetti sanitari gravi statisticamente prevedibili in corrispondenza di questa dose: nel caso dei lavoratori professionalmente esposti, una diecina di morti all’anno per tumore su
10000 lavoratori.

Fonte

http://www.fisicamente.net/portale/modules/news2/article.php?storyid=1717

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Written by Ezio

25 marzo 2011 a 23:24

Pubblicato su Senza Categoria

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