Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Le scarpe

with 4 comments

Dall’album “L’osceno del villaggio”, che gli ha troncato la carriera, un Federico Salvatore che si inventa nuovo e – parlando di calzature – si tira su dal pantano mediatico afferrandosi alle stringhe delle proprie scarpe, passando dal cabaret a canzoni come questa.

Torneremo a camminare a piedi nudi, un giorno?
Oppure:
Torneremo a camminare a piedi nudi, un giorno!

Con quali scarpe sono nato, con quali scarpe andavo a scuola,
il primo cerchio l’ho capito guardando un buco nella suola.
Con quali scarpe son cresciuto, le mie non erano di pelle,
le ho consumate insieme al fiato per correre dietro le stelle.
con quali scarpe ho preso a calci prima un pallone e poi un nemico
e ora mi accorgo che quei calci li davo al mio migliore amico.
Con quali scarpe quella sera senza più un’alibi o una scusa
per una voglia di preghiera io sono entrato in una Chiesa.
Con quali scarpe ho passeggiato nelle pozzanghere d’inverno
e con le scarpe avrò schizzato il mondo che passava intorno.
E quali scarpe ho regalato nei pacchi di beneficenza
e con quel gesto ho superato l’esame con la mia coscienza.
Con quali scarpe ho attraversato i labirinti di un amore
nei troppi vicoli ho perduto la strada che portava al cuore.
Ma non ne voglio fare un dramma se ora mi lecco le ferite
avevo le scarpe di gomma e forse lei non le ha sentite.
E quante scarpe sempre più nuove, sempre più lucide e sfilanti
e mi domando chissà dove saranno i sandali dei Santi.
E quante scarpe americane sulla coscienza di un Erode
scarpe cristiane e musulmane, scarpe che Dio forse non vede.
Sempre più scarpe da infilare ai piedi di questa esistenza
ma quelle che fanno più male le scarpe dell’indifferenza.
Scarpe che aiutano a fuggire per rimanere sconosciuti
e tacchi alti per capire che noi non siamo mai cresciuti.
Con quali scarpe del futuro io me ne andrò da questo mondo
le scarpe per saltare il muro saranno scarpe senza fondo.
Senza più firme da mostrare, senza più orme da lasciare,
senza più lacci da far nodi, senza più scarpe: a piedi nudi.

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Written by Ezio

2 febbraio 2011 a 14:25

Pubblicato su Senza Categoria

4 Risposte

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  1. grazie, non lo conoscevo…
    “E quali scarpe ho regalato nei pacchi di beneficenza
    e con quel gesto ho superato l’esame con la mia coscienza”: quanta verità!
    p.s.: come ti dicevo ho cancellato il mio ultimo commento – su quel mio post delle balle – e di conseguenza ho cancellato anche il tuo (solo perché sennò non se ne sarebbe capito il senso, ma lo conservo nel mio archivio)!

    angie

    2 febbraio 2011 at 22:24

  2. Si vede che ti siamo mancati io e Maria! Un mese da questo post bellissimo dedicato a una delle canzoni più belle che abbiamo ascoltato negli ultimi tempi!
    Questo “nuovo” Federico Salvatore è secondo me una delle cose belle che ultimamente ci hanno unito ancora di più, contribuendo a rafforzare la nostra già bella, anche se recente, amicizia!

    nico

    6 marzo 2011 at 20:16

  3. Voi mancate a prescindere, e credo che manchiate non solo a me. :-) Questo commento, Nico, mi risveglia un po’ dal torpore di questo periodo in cui le cose che accadono prendono una “direzione ostinata e contraria” al mio volere, cose che peraltro conosci. Passerà? Passerà, certo, con un finale già scritto e vissuto e altri pezzi non solo miei da raccogliere.

    Questa mattina sono passato dalle parti da cui scrivi perché quelle strade non sono pessime e io avevo bisogno di vederle scorrere sotto le ruote come accade in un videogioco: moto nuova, sensazioni nuove, pensieri unicamente sulla strada. Uno dei tanti modi per evadere.
    Un abbraccio

    Ezio

    6 marzo 2011 at 21:21

  4. Già, pezzi che ben conosciamo! Intanto cominciamo a pensare all’evasione che faremo fra due sabati, che sarà come sempre bella e che mi auguro possa allontanare un po’ i pensieri, facendoci concentrare solo su di noi e su quello che rappresentiamo, sia per noi stessi che per i nostri amici più cari. In modo da raccogliere insieme qualche pezzo, nell’affetto più profondo. A più tardi un abbraccio

    nico

    7 marzo 2011 at 17:46


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