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Palabras en el viento

Padroni, dello spirito e del corpo

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Deve avere sicuramente ragione, il papa, quando afferma che bandire dalla vita pubblica i simboli religiosi significa limitare il diritto dei credenti all’espressione della loro fede. In effetti i simboli cristiani sono presenti da tempo immemore e nelle strade e nelle scuole e nei posti di lavoro; dunque, perché toglierli?
Erano presenti già nelle piantagioni di canna (da zucchero…) nel ‘700, per far sì che gli schiavi non si sentissero abbandonati al loro destino: i Marchionne d’allora abbreviavano il soggiorno terreno dei lavoratori nel paradiso terrestre mentre i preti dedicavano l’intera loro vita per cercare di salvarli dall’inferno, insegnando loro che la benedizione della sofferenza terrena era il lasciapassare per il godimento dell’aldilà.
La chiesa, oggi, riceve l’otto per mille delle tasse per insegnare la stessa cosa agli schiavi moderni, cioè che Dio li ha fatti nascere schiavi solo nel corpo ma che essa è in grado di rendere libera l’anima: basta lavorare, sottomettersi, obbedire, stare zitti e l’anima diventa candida come le nubi viste da un aereo. Il salvatore, da lassù, vigila su ogni singola persona e prende appunti sul suo taccuino: prende nota di vizi e virtù e poi distribuisce punizioni e ricompense.

Padroni delle persone! Del loro spirito e del loro corpo!

Una volta una delle più alte espressioni ecclesiastiche, padrone di terre di anime di uomini e d’oro, fece un gesto (allora) rivoluzionario, a Cuba: prese dodici dei propri ribelli credendoli semplici schiavi e gli lavò i piedi nel giorno di venerdì santo, davanti a tutta la comunità composta da controllori e controllati, poi offri loro una lauta cena. Questi fortunati, che avevano le schiene segnate dalle cicatrici delle frustate, vergate d’amore, ringraziarono ripagando quel gesto tanto ipocrita da sembrare gentile la notte successiva, dando fuoco alla raffineria di canna da zucchero.
Dopo pochi giorni, davanti ai campi di canna, apparvero quale monito dodici teste conficcate su dodici picche.

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Written by Ezio

10 gennaio 2011 a 17:53

Pubblicato su Senza Categoria

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