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Palabras en el viento

Calciatori

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La storia che insudicia i calciatori di colore con frasi e cori idioti almeno quanto coloro che li urlano nello stadio non è affatto nuova, anche se nell’italica terra si tende ad accettare il negro (se bravo) purché non sia italiano. Si racconta che il gioco del calcio sia stato inventato in Inghilterra alla fine dell’ottocento, sarà anche vero però mi risulta che in Brasile, subito dopo la prima metà dell’ottocento, già ci fossero ragazzi divisi in due gruppi che si litigavano coi piedi una palla di stracci cercando di farla passare tra due pali. Niente di che.

All’inizio del ‘900 il calcio, in Europa, era considerato un passatempo per bianchi, un’attività per scaldare i muscoli dopo l’ora della messa, niente a che vedere coi negri. Eppure, già negli anni ’20, il calcio era diventato uno sport importante.

Per ragioni di prestigio nazionale il presidente brasiliano suggerisce all’allenatore della nazionale di non includere negri nella squadra che parteciperà ai prossimi campionati sudamericani, nonostante i precedenti fossero stati vinti proprio dal Brasile grazie ad un gol di un calciatore mulatto nato da un tedesco emigrato e da una negra. Le scarpe del calciatore, tal Friedenreich, sono ancora sporche di fango e stanno appese in bella mostra in una vetrina di un gioielliere mentre il presidente sussurra il consiglio al mister. Si racconta che Friedenreich avesse i capelli ancora pettinati alla fine di ogni partita, nonostante fosse un gran colpitore di testa.
Poco dopo, nel campionato brasiliano, appare un altro fenomeno coi piedi dal nome molto più semplice: Carlos Alberto. Carlos Alberto è (pure lui) negro, ma per i tifosi del Fluminense non si chiama Carlos Alberto bensì “polvere di riso”. Lui fenomeno con la palla tra i piedi, prima di entrare in campo si “(s)colora” la faccia e le gambe con della polvere di riso.

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Written by Ezio

20 dicembre 2010 a 12:29

Pubblicato su Senza Categoria

2 Risposte

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  1. Sai già cosa penso del calcio Ezio (soprattutto quando scherziamo sulle partite della Roma e dalla Lazio), probabilmente per quello che è diventato. Se non fosse nato ciò che è nato attorno ad esso, probabilmente la penserei diversamente.
    Però è interessante quello che scrivi e che hai raccontato. Dimostra ancora una volta come anche qualcosa di umile e pulito, quando cozza con gli interessi personali e economici, può diventare qualcosa di arrogante e sporco.
    Bel post amico mio, grazie :-)

    nico

    20 dicembre 2010 at 18:11

  2. Il calcio, caro Nico, come gran parte degli altri sport è principalmente mercato.
    Ho solo dimenticato di scrivere che di Carlos Alberto calciatore ve n’è stato più d’uno e che “polvere di riso” giocava nella nazionale brasiliana nell’anno 1921.
    Un abbraccio

    Ezio

    20 dicembre 2010 at 19:16


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