Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Una scuola

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L’edificio appare fatiscente, logorato e consumato dal tempo ma perfettamente adeguato all’architettura degli anni cinquanta-sessanta. A guardarlo bene non mi appare tanto diverso dalla stalla in cui mio padre custodiva le mucche per la notte; e io, lì, imparai a mungere e bere il latte schizzandolo direttamente nella mia bocca. Che schifo, a ripensarci ora.
Ma non è una stalla, è una scuola. È una scuola costruita per i bambini dispersi nelle vallate de La Higuera. Pochi bambini, ché la cittadina non era abitata da più di quattrocento abitanti umani mentre, molti di più, erano gli “abitanti” a quattro zampe: Uno? Due? Dieci capi per famiglia? Che importa!
Un giorno arrivano i cacciatori dell’esercito, la requisiscono e la fanno diventare una prigione.
Per varcare l’uscio di quella scuola Ernesto Guevara trascinò la gamba ferita, aiutato nei pochi passi stentati da uno dei carcerieri, e lì dentro venne assassinato.
Dopo poco tempo l’esercito la distrusse e la ricostruì dandole un’architettura più moderna, perché anche la memoria di tale meschino, spregevole, bieco omicidio, venisse cancellata.

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Written by Ezio

10 novembre 2010 a 16:23

Pubblicato su Senza Categoria

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