Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Saltato il fosso

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L’indio ha la barba, la faccia, il colore del corpo, che non emanano puzzo d’indio. Il cranio no, non ce l’ha più, è stato fracassato da una fucilata. Giace ricurvo, vestito solo di anelli d’oro che trapassano il naso e le labbra, e di tatuaggi e sangue rappreso. Due vite per essere predato.
La prima vissuta da marinaio, tra la pesca e l’orizzonte, la fame e il sale, finendo poi tra le fila dei conquistatori fin quando una nave lo naufragò sulle coste dello Yucatàn. La seconda tra i selvaggi, fino a diventarne cacique (ciò che oggi chiamano probiviri ), fino a sposare una donna di nascita maya e avere da lei tre figli. Nessun indio pensò che fosse un animale buono  da mangiare o buono nel dar loro aiuto, neppure all’inizio, quando lo raccolsero moribondo.
Quando Cortés lo mandò a cercare il cercatore si presentò con perline colorate e conchiglie dal valore inestimabile, denaro da dare alla sua nuova comunità in cambio del suo ritorno fra i civili. Da qui a poco – disse – ci sarà guerra.

“No, resto qui ma le perline sono bellissime! Dalle a me che le darò ai miei figli, così che abbiano un ricordo dei miei fratelli dell’altra terra.”

Gonzalo Guerrero è morto in battaglia, ed è stato il primo dei conquistatori ad essere conquistato.

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Written by Ezio

3 agosto 2010 a 18:07

Pubblicato su Senza Categoria

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