Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Alfonsina Storni

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La donna non ha niente di umano: è viscida, lasciva, strisciante, istintiva come gli animali e, a parte figliare per il maschio e produrre piacere per il maschio, non ha altri ruoli nella società. Ad Alfonsina queste parole sono rimaste scolpite nel cuore e tra le sinapsi, creando di fatto una voragine tra il suo essere donna e il suo essere femmina, tra la sua ragione e il suo istinto.
Non pensare, cerca solo di produrre latte e lacrime.
Non godere, dona la tua vagina per il piacere del maschio e le tue ovaie per figliare e poi ancora figliare.
Non vivere, guarda e annusa la vita da dietro le finestre socchiuse.
Così gli dicono da sempre e così è stata cresciuta, e per questo ha iniziato a scrivere poesie, perché non ha mai creduto a tutte le puttanate che gli hanno insegnato.
Un giorno se ne andò dal suo paesino di provincia per raggiungere la grande città, con addosso un paio di scarpe dalla suola bucata e, a vestire il corpo, il ventre gonfio da un figlio senza padre legittimo. Mangiava di lavori impossibili e rubava telegrammi per scriverci tristezze e gioie, ripulendo le parole lettera per lettera, sillaba per sillaba, per tutta la notte che segue il giorno e per tutto il giorno che segue la notte, baciando poi quelle parole che sognavano di sogni, di vita, d’amore, di gioie e viaggi sul mare infinito e poi su, più su ancora, fino a sentire il silenzio più assoluto: l’estasi, il respiro delle montagne.

Sono passati venticinque anni da quella fuga: ha fatto tutti i mestieri possibili, ha dato testate, ha sgomitato, ha atterrato e attraversato uomini assai più grossi di lei per restare ciò che è sempre stata e, in qualche foto, appare addirittura assieme agli scrittori più famosi dell’Argentina degli anni ’30.
Un cancro impostore in pieno fermento, sfuggente, subdolo, infido, ora le sta divorando lentamente le membra. Alfonsina Storni, figlia di un’altra terra e di un altro tempo, poeta e cantore, continua a scrivere poesie che sudano di sogni e d’amore, mentre imbocca guardando con occhi non ancora  sazi il viale del tramonto.

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Written by Ezio

2 agosto 2010 a 22:19

Pubblicato su Senza Categoria

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