Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Preferisco Hancock

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Quando Superman si affaccia al balcone della celebrità si è nell’anno 1939: Action Comics, così, celebra il suo supereroe.
Più forte di un Ercole più forzuto di Maciste e di un Maciste più forzuto di Ercole, capace di volare alla velocità della luce senza subire le conseguenze dell’aumento di massa, più buono di Gandhi, capace di fondere l’acciaio con uno sguardo e di attraversare le montagne, lo spazio, il tempo, gli universi paralleli e finanche l’aria. È massa ed energia al contempo, più indistruttibile persino di una Panda costruita direttamente dalle mani di Marchionne.
Superman nasce ed è già vigilie: ha studiato e sposato il divino e il fordismo ed è l’unico poliziotto infallibile in grado di ristabilire l’ordine costituito laddove sia venuto a mancare. È una galera mentale, un povero idiota nella vita di tutti i giorni capace di trasformarsi repentinamente nel più feroce difensore del mercato e del capitalismo.

Preferisco Hancock, l’inizio di Hancock. Per quanto sia brutto il film mi stuzzica l’idea di un supereroe che ha come unica regola quella di farsi i fatti suoi e di essere lasciato in pace con la sua bottiglia.

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Written by Ezio

1 agosto 2010 a 23:11

Pubblicato su Senza Categoria

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