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Palabras en el viento

Los mosquitos

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È passato un anno e questo cartello c’è ancora: Que, en este Hospital, no se va a denunciar a nadie. No, non credo che i medici e i paramedici del Grassi abbiano mai denunciato chicchessia, straniero o italiano che fosse; d’altra parte tre infermieri e un medico al pronto soccorso dubito che possano trovare il tempo di denunciare, visto che lì bussano non meno di cento persone al giorno. Il problema principale pare proprio che siano le zanzare: tante, ma così tante che se devono tenerti una notte in osservazione pretendono che un parente vada in farmacia a comprare autan in stick. Non ho potuto far altro che cantare mentalmente “Tema de los mosquitos”, e per fortuna che il primo giorno d’estate è stato abbastanza fresco, tanto che ho preso solo quattro o cinque punture sul dorso delle mani; e meno male che a casa ho una piantagione di aloe…
Niente storie questa volta, solo dieci giorni immerso in un mondo che stritola e soffoca e non dà percezione di ciò che accade intorno, con la persona di cui parlo che continua a star male, avvelenata dai farmaci ben più che dalla vita.
Niente storie ma qualcosa è accaduto, anche se non ho avuto modo di seguirlo con assiduità. C’è stata una promessa che intende spazzare via cento anni di conquiste sociali, fatta dalla tigre che mostra zanne e artigli, armi con le quali intende organizzare tutto. Un altro mondo, senza dolore e senza male, dice di voler far nascere. Ha ragione, il mondo vuole rinascere perché si sente vecchio e stanco e soprattutto offeso; e rinascerà da sé solo, come quello che si tira fuori dalle sabbie mobili aggrappandosi alle stringhe dei propri stivali. Mondo moribondo che attraversa questa spazzatura del tempo che chiamiamo mercato.
Così, tra un incubo e l’altro, ho immaginato cinquemila operai che entrano in fabbrica, di primo mattino, tranquilli e con le facce riposate. Li ho immaginati fare un’assemblea, decidere, dire: la fabbrica è di chi ci lavora, per cui da oggi è nostra e sarà autogestita! E visto che pochi hanno la possibilità di comprarsi una Panda al mese e viste le zanzare che circolano e liberamente succhiano il sangue agli operai sarà riconvertita e produrrà mitragliatrici e relative cartucce, ché queste sì, in futuro, dovrebbero aver mercato.

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Written by Ezio

29 giugno 2010 a 18:35

Pubblicato su Senza Categoria

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