Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Bairoletto

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Il gaucho ribelle o, più semplicemente, Juan Bautista Vairoleto

Non è l’ultimo bandito che si ricordi tra la pampa ma tra gli anni ’20/’30 era un vero guaio per il potere argentino. Figlio di italiani, agricoltori capitati in Argentina in cerca di qualcosa con cui sfamarsi, fin da giovane si mise nei guai perché rispose all’umiliazione di un poliziotto con un revolverata in fronte. Da quel momento non ebbe scelta che dormire sotto la luna. Da allora è un fantasma: lo vedi comparire e scomparire nel deserto come un lampo di luce che uccide; lo senti come un tuono che fa vibrare il torace e tramortisce. Agile, sempre in sella ad un baio che – si racconta – sputa fuoco dalle narici e salta recinti più alti di lui. I derelitti invece di temerlo e denunciarlo lo amano e lo proteggono perché lui li vendica, sparando col suo fucile ai proprietari terrieri mai sazi di terra e mai sazi di schiavi. Bairoletto ha pure una strana mania: dove passa spara una serie di colpi sulle pale dei mulini firmando il suo passaggio con una B fatta coi fori dei proiettili, poi lascia a terra volantini anarchici che annunciano l’inizio della rivoluzione.

Il testo e il video della canzone a lui dedicata da León Gieco

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Written by Ezio

8 giugno 2010 a 21:48

Pubblicato su Senza Categoria

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