Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Augusto César

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È un uomo piccolo e magro e se non avesse radici come le piante, nella terra dove ha avuto la sventura di nascere, persino il vento lo farebbe volare. E la terra lo nutre e gli parla e gli dice cosa è meglio per lei; e lui ascolta e va. Quando le puttane di Puerto Cabezas gli rivelano il nascondiglio delle armi lui ha un piccolo esercito di ventinove uomini ancora disarmati: uomini che amano la propria terra quanto lui. Sono perlopiù operai semianalfabeti con la schiena spezzata da quindici ore di lavoro al giorno, lavoro che consiste nello strappare oro dalle viscere della terra per una compagnia nordamericana. Dormono, quando possono o quando riescono, ammucchiati in una piccola baracca di legno, come topi dentro una trappola. E coi topi dividono il rancio.
Hanno parlato con Augusto César Sandino e l’hanno visto allontanarsi verso le montagne in groppa ad un somarello bianco, allora prendono la dinamite e fanno saltare la miniera, poi lo raggiungono e si uniscono a lui

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Written by Ezio

17 marzo 2010 a 19:40

Pubblicato su Senza Categoria

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