Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Donne, prima della festa

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In una bolla del tempo, immerse nel tempo, al di fuori del tempo.

Jacinta è brasiliana d’Africa, più nera della notte senza luna, e la terra che calpesta diventa sacra al suo passaggio. Ha fondato un villaggio di miniere d’oro tra i dirupi della selva ed è sì nera ma anche bianca come la neve e anche verde come le foglie degli alberi; e si apre intorno agli uomini e le si chiude intorno, come una pianta carnivora, ma anziché mangiarli gli dona figli di tutti i colori dell’arcobaleno in un mondo ancora privo di carta geografica.

Zabeth ha imparato a camminare e correre fin dalla nascita, come una gazzella; e corre, per fuggire. Quando i carnivori la raggiungono gli legano le caviglie con una catena di ferro e lei è costretta a fermarsi e vivere incatenata. Però la palizzata la salta tante volte, e tante volte viene ricatturata sulle montagne haitiane.

Juana è stata educata al rispetto della religione, e la religione è una soltanto. Gli hanno detto che il suo destino è quello della monaca di clausura ma lei è diventata colonnello dell’esercito indipendentista: una guerrigliera.

Jacinta squarcia i rami della selva e gli avventurieri che la seguono la seguono a dorso di mulo, rispettosi di lei e protetti da lei; sono scalzi e male armati ma quando entrano nella miniera appendono ragione e coscienza alla roccia. Lei è nata in Angola ed è stata schiava in Brasile, e non c’è figlio nella selva che non sia suo figlio e non c’è uomo che non sia suo uomo. È per gli uomini la madre della miniera e dell’oro.

A Zabeth marchiano la guancia col ferro rovente, le mettono un collare al collo e con la catena la legano dentro un frantoio. Lei infila le dita tra i rulli e poi strappa a morsi le bende che gli mettono. Col ferro è legata e di ferro vuol morire, e mentre muore lancia maledizioni alla sua proprietaria. Non può lanciargli altro, lei vive ad Haiti e la sua proprietaria a Nantes.

Juana ha quattro figli ma l’unico rimasto in vita è quello partorito sul campo di battaglia. Suo marito non c’era, la sua testa era già conficcata su una picca spagnola. Ora cavalca avvolta in uno scialle alla testa degli uomini, le redini nella mano sinistra e la spada nella destra, e con questa apre piste e taglia teste. I guerriglieri la chiamano terra.

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Written by Ezio

8 marzo 2010 a 22:41

Pubblicato su Senza Categoria

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