Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Il piccolo genio

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Si racconta di creazione spontanea poiché Charles Chaplin, come i topi, pare nascere dagli stracci. Fruga come i mendicanti fra il vecchiume degli studi di Keystone, fuori e dentro, e lì trova i capi d’abbigliamento più sporchi e inutili che un uomo possa trovare. Trova tra i rifiuti e sceglie per sé i pantaloni più grossi che trova e la giacca più piccola che trova, e condisce il tutto con una vecchia bombetta e delle scarpe tanto grandi da essere troppo grandi anche per un clown. Si specchia e gli pare che manchi qualcosa, così aggiunge un paio di ridicoli baffetti e un bastoncino nella mano. Da quel momento quello che sembra essere un mucchietto d’ossa rivestito di cenci raccattati inizia a camminare come una papera e a salutare il suo autore con tanta riverenza da sembrare ancor più ridicolo, e camminando come una papera va a sbattere la testa contro un albero e s’inchina si toglie il cappello e gli chiede scusa.
Nasce così il mito di Charlot il vagabondo, il vezzeggiatore; e con lui, come d’incanto, il cinema muto inizia a parlare agli spettatori.

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Written by Ezio

16 febbraio 2010 a 14:41

Pubblicato su Senza Categoria

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