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Si abbisogna di obbedire

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“Nessuno educa nessuno, nessuno educa se stesso: gli uomini si educano tra loro, con la mediazione del mondo”. Così scriveva il pedagogo cattolico Paulo Freire. La scuola invece pretende di insegnare… educando; ed educatamente insegna a diventare ragionieri o geometri, attori o pittori. A volte insegna come diventare cardinale e poi papa, o tenente e poi generale. Più spesso si limita l’insegnamento alla costruzione di buoni cittadini rispettosi delle leggi e dell’autorità, nonché ad essere buoni mariti o buone mogli. Mutila, dice Silvano Agosti. Snatura e insegna a vivere la finzione, dice Pino Cacucci.

Così stava scritto sui libri di testo degli studenti in Uruguay, negli anni ’70:

L’esistenza di partiti politici non è essenziale per una democrazia. Abbiamo il chiaro esempio del vaticano, dove non esistono partiti politici e dove tuttavia esiste una vera democrazia. (…) L’uguaglianza della donna, se male interpretata, significa stimolare il suo sesso e il suo intelletto, mettendo in secondo piano la sua missione di madre e di sposa. Sebbene dal punto di vista giuridico l’uomo e la donna siano evidentemente uguali, non è così dal punto di vista biologico. La donna in quanto tale è sottomessa al marito e pertanto gli deve obbedienza. È necessario che in ogni società ci sia un capo che serva da guida, e la famiglia è una società. (…) È necessario che alcuni obbediscano perché altri possano esercitare il comando. Se nessuno obbedisse, sarebbe impossibile comandare.

Prima di far stampare questi libri di testo per gli studenti, con pedagogia militare, i militari avevano inventato una settantina di metodi di tortura per punire la solidarietà. Guai a mettere in dubbio la proprietà privata e l’obbedienza al potere: per questi reati c’è la galera, e poco conta che sia in esilio o dentro una fossa comune. I cittadini – proprio come ora in Italia – sono classificati in base alla loro potenziale pericolosità: pericolosi, potenzialmente pericolosi o non pericolosi al momento (i non pericolosi affatto non esistono, e da noi è sufficiente non infangare la memoria dei propri genitori per finire in galera). I salari sono immediatamente ridotti della metà e i sindacati immediatamente commissariati. Guai a pensare: il pensiero è un atto rivoluzionario e fa perdere – quando va bene – il lavoro. Sono – come oggi sono qui – i riduttori di teste, non necessariamente militari: ovvero coloro che proibiscono di vivere la realtà e pensano prima e applicano poi i metodi più vergognosi per incenerire la memoria collettiva.

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Written by Ezio

19 gennaio 2010 a 14:20

Pubblicato su Senza Categoria

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