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Da altri lidi

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Raramente mi capita di postare qui cose scritte da altri, anche se tutto ciò che scrivo è generalmente frutto di letture cartacee: storie nella storia lette qua e là su vecchi e nuovi libri; idee o personaggi saltati fuori da – magari – una frase, a cui provo a dare ancora visione con le parole. In questo senso, anche  se non l’ho commentato, sposo tutte le battute sulla tastiera che hanno partorito questo post di Franco. Dunque più sotto c’è un copy&paste da selvas.org, ed è la “confessione” di un veterano della guerra in Iraq. Dal mio punto di vista non dice nulla di nuovo e nulla di più di quanto non si sappia, da sempre, al tal punto che alcune sue parole (nonostante sia stato o sia ancora un militare) mi fanno ricordare altre parole, quelle dell’arringa dell’antimilitarista cattolico Jules Humbert-Droz durante il processo di Neuchâtel contro la sua obiezione alla guerra, nell’agosto del 1916.

Michael Prysner, arruolato a 17 anni

Provo senso di colpa ogni volta che vedo una madre con i suoi figli. Come quella che piangeva istericamente gridando che eravamo peggio di Saddam mentre la obbligavamo ad uscire da casa sua. Provo senso di colpa ogni volta che vedo una ragazzina come quella che ho preso per un braccio e arrestato per strada, ci è stato detto che lottavamo contro terroristi.
Il vero terrorista ero io ed il vero terrorismo era questa occupazione, il razzismo dentro l’esercito è stato a lungo una scusa per giustificare la distruzione ed occupazione di altri paesi per molto tempo è stato usato per giustificare gli omicidi, la nostra colpa, e le torture su altre persone.
Il razzismo è un’arma vitale utilizzata da questo governo. È un’arma più potente d’un fucile, di un carro armato, di un bombardiere o di una nave corazzata. È più distruttiva di un proiettile di artiglieria o di un spezza – bunker o di un missile tomahawk. Mentre queste armi sono create e di proprietà del governo, sono inoffensive, se ci sono persone che si rifiutano di usarle. Quelli che ci mandano in guerra non devono premere il grilletto o usare i mortai non devono lottare nella guerra, solo devono venderla la guerra.
Hanno bisogno di un pubblico disposto ad inviare e a mettere in pericolo i propri soldati, hanno bisogno di soldati disposti ad uccidere ed essere uccisi senza obiettare. Possono spendere milioni in una bomba, ma quella bomba diventa un’arma solo se i ranghi militari sono disposti a seguire ordini per usarla.
Possono inviare l’ultimo soldato in qualsiasi parte del mondo, ma ci sarà guerra solo se i soldati saranno disposti a lottare.
E la classe dominante, i miliardari che ottengono benefici dalla sofferenza umana si preoccupa solo di espandere la propria ricchezza, di controllare l’economia mondiale. Capite che il suo potere sta solo nell’abilità del riuscire a convincerci che la guerra, l’oppressione e l’esplosione è nel nostro interesse, essi capiscono che la loro ricchezza dipende da questa abilità di convincere la classe operaia a morire per controllare il mercato di altri paesi, e il convincerci ad uccidere o morire è il perno della loro lavaggio del cervello. Convincerci che siamo superiori.
Soldati, marinai, piloti non ci guadagnano niente con questa occupazione, la maggior parte delle persone che vive negli USA non guadagna niente da questa occupazione, non solo non ci guadagniamo niente ma soffriamo ancora di più, a causa della guerra.
Perdiamo compagni e diamo la nostra vita in maniera traumatica, le nostre famiglie devono guardare le casse coperte con la bandiera scendere da un aereo. Milioni di persone in questo paese sono senza lavoro, assistenza medica, educazione.
Dobbiamo guardare come questo governo butta 450 milioni di dollari al giorno per questa operazione.
Cittadini lavoratori e poveri di questo paese inviati ad uccidere cittadini poveri e lavoratori di altri paesi per rendere i ricchi ancora più ricchi.
Senza il razzismo, i soldati si renderebbero conto che hanno più in comune con il popolo irakeno che con i miliardari che ci inviano alla guerra.
Ho buttato per strada famiglie intere in Iraq solo per tornare a casa e trovarmi con famiglie buttate per strada in questo paese, con questa tragica ed inutile crisi ipotecaria. Dobbiamo svegliarci e renderci conto che i nostri veri nemici non si trovano in un paese lontano e non sono persone i quali nomi ci sono ignoti né culture che non comprendiamo.I veri nemici sono persone che conosciamo molto bene, che possiamo identificare.
Il nemico è un sistema che dichiara guerra quando è redditizia, sono i manager che ci licenziano dal lavoro quando è redditizio, sono le compagnie assicurative che ci negano assistenza medica quando non è redditizia, sono le banche che ci espropriano delle nostre case quando è redditizio.
Il nostro nemico non è a 5000 miglia di distanza, è qui in casa. Se ci organizziamo e lottiamo insieme con i nostri mezzi e fratelli possiamo fermare questa guerra, possiamo fermare questo governo e possiamo creare un mondo migliore.

Fonte:
http://selvasorg.blogspot.com/2010/01/discorso-di-mike-prysner-un-veterano.html

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Written by Ezio

8 gennaio 2010 a 14:38

Pubblicato su Senza Categoria

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