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Guerre

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1865
In Nordamerica c’è in corso una guerra e la storia vincerà su questa, mentre in Sudamerica ce n’è in corso un’altra che la storia perderà. La storia comanda, ha il potere di accettare o rifiutare, tagliare o unire. Tre città di mare e tre porti – Buenos Aires, Rio de Janeiro e Montevideo – che mezzo secolo prima avevano distrutto Artigas ora si preparano a distruggere il Paraguay. Qui ci sono state e ci sono le “dittature” di De Francia e Lopez fino al figlio di quest’ultimo, Solano. Tutti “dittatori” che hanno detenuto il potere assoluto e sotto i quali il Paraguay è diventato altro rispetto al resto degli stati dell’America latina. Altro, pericoloso e di pessimo esempio, tanto che gli stati vicini corrono il rischio di infettarsi della stessa malattia, troppo nuova per essere compresa e arginata con efficacia. In Paraguay, sotto questi “dittatori”, i proprietari terrieri non contano nulla, i mercanti affaccendati non riescono a speculare, gli usurai non sono merce nel senso che risultano introvabili. Il paese risulta completamente chiuso dall’esterno ma all’interno pare cresciuto ben più di quanto dovesse; e la crescita continua senza l’obbedienza al mercato mondiale e al capitalismo estero. Gli altri Stati sono strozzati dal debito estero, il Paraguay non deve un centesimo a chicchessia. Pare proprio una malattia mortale.

La regia britannica a Buenos Aires esorcizza il male: Argentina Brasile e Uruguay sono gli esorcisti.
La guerra della triplice alleanza contro il Paraguay è prolungamento e conseguenza di una guerra ancora più antica, quella di Buenos Aires e del suo porto – che qualche libro di storia apostrofa come “porto vampiro” – contro le province. Venancio Flores ha dato una mano allo sterminio di almeno mezzo milione di gauchos ribelli, lui è uruguaiano e quale ricompensa per lo sterminio accetta la presidenza dell’Uruguay “impostagli” dalle navi da guerra brasiliane e dai cannoni argentini. Appena un mese di guerra di resistenza, poi il capo della difesa Gòmez cade fucilato sulle macerie incenerite della sua città. Quella che era la duplice alleanza diventa triplice, grazie ai soldi alle armi e alla benedizione dei banchieri britannici.

Ora i tre si lanciano a gettare tonnellate e tonnellate di medicina contro il Paraguay malato. Prima di metterlo a fuoco e fiamme firmano un trattato dove si afferma che la guerra si farà in nome della libertà e della pace, che il Paraguay dovrà pagare le spese dello stermino del suo popolo e che un governo adeguato gli sarà fornito dai vincitori. Per quanto riguarda l’integrità territoriale dopo la guerra si deciderà come smembrarla.
La guerra si fa da sempre in nome della libertà: all’epoca il Brasile possedeva non meno di due milioni di schiavi, promise e portò la “libertà” al Paraguay che non ne aveva nessuno.

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Written by Ezio

15 dicembre 2009 a 19:51

Pubblicato su Senza Categoria

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