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L’olio esplosivo

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Oggi è il gran giorno del burattino Obama: “Yes We Can”!

D’altra parte la storia della famiglia Nobel e soprattutto di Alfred Nobel è ben conosciuta: pacifista e mercante di morte al contempo, volontariamente e involontariamente responsabile di progresso e involuzione, chimico ma anche imprenditore. Nessuno meglio di Obama incarna e racchiude in sé tutte le attitudini e le contraddizioni del buon Alfred. Ma se da una parte la curiosità sta tutta nel provare a giocare con gli elementi fino a unirli e mescolarli, fino a farli “sposare per farli reagire”, da parte di Alfred Nobel, dall’altra si contrappone la lucida follia “del salariato” delle multinazionali diventato presidente: bastone e carota, guerra e pace, carezze e tortura. La differenza la fa il fine: l’essere politico, pagato e ricattabile rispetto all’essere curioso, ricercatore e indipendente. La storia racconta che a suo tempo il secondo istituì un premio, e che questo atto sia stato il più grande strafalcione della sua vita.

Un po’ di (altra) storia, che poi è quello che più mi interessa, ovvero come si è arrivati alla scoperta della dinamite passando per il fulmicotone e la nitroglicerina: curiosità, capacità, perseveranza e spesso tanto ma tanto sculo, parola meglio conosciuta come fortuna.

Cibo a parte, costituito prevalentemente di polimeri pesanti (ossia ad alto peso molecolare), il polimero da cui l’uomo più dipende è la cellulosa. Costituente principale del legno, l’uomo la usa fin da prima della scoperta del fuoco. Questa è un combustibile, è ottima come materiale da costruzione, ci si fa la carta e può essere ridotta in fibre tanto da farci lino e cotone. Nel diciannovesimo secolo i chimici la usarono come materia prima per creare molecole giganti. Legarono un gruppo nitrato (un atomo di idrogeno e tre di ossigeno) ai gruppi ossidrilici (un atomo di ossigeno e uno di idrogeno) del glucosio. Il risultato, dopo aver trattato questa cellulosa con una miscela di acido solforico e nitrico, fu un nuovo esplosivo dalla potenza straordinaria. Si racconta che un chimico svizzero, Schönbein, rovesciò per caso una miscela di acidi in cucina e ripulì il tutto con il grembiule della moglie (la quale gli aveva proibito di fare esperimenti in cucina, soprattutto in sua assenza… ), quando lo appese vicino al fuoco per farlo asciugare questo si disintegrò senza lasciare traccia. Appena capite le potenzialità del composto Schönbein gli diede il nome di “Fulmicotone” e cercò di vendere la sua formula a diversi governi, ma la miscela era talmente potente e instabile che spesso esplodeva da sola, prima dell’uso, con le conseguenze che si possono immaginare. Per cui, dal 1860, dopo un lancio sul mercato ovviamente fallito, del fulmicotone non si sentì più parlare. Però, sotto sotto, c’era chi continuava a lavorarci cercando dei metodi in grado di rimuovere delle piccole impurità che favorivano l’esplosione casuale. Nel 1889 due chimici mescolarono nitroglicerina – scoperta dall’italiano Ascanio Sobrero nello stesso anno del fulmicotone. Solo che Sobrero, dopo aver trattato il glicerolo con acido nitrico e solforico, rischiò di morire nell’esplosione che seguì ed impauritosi evitò di divulgare la sua scoperta. – e vasellina col fulmicotone tanto da rendere il tutto molto stabile nonché modellabile, anche a forma di corda, al punto da chiamare cotanto miscuglio “cordite”. Nel ventesimo secolo la nitroglicerina tornò in auge, studiata da una famiglia svedese, i Nobel, che iniziò a fabbricarla come “olio esplosivo” da usare nei cantieri e nelle miniere. Dopo una lunga serie di incidenti, in uno dei quali morì un membro della famiglia, Alfred Nobel (fratello della vittima) scoprì un sistema per miscelare la nitroglicerina con la diatomite, un sedimento finissimo e dal potere molto assorbente composto quasi interamente da microscopiche alghe unicellulari: le diatomee. L’olio esplosivo diventò così una polvere completamente asciutta che, imprigionata dentro candelotti, prese il nome di dinamite. Un candelotto poteva cadere e poteva essere preso persino a martellate senza esplodere, quando però veniva innescato elettricamente mediante una carica a percussione esplodeva manifestando tutta la potenza della nitroglicerina liquida. L’uso della dinamite permise di cambiare il volto del continente nordamericano, soprattutto nell’ovest; permise cioè di costruire a velocità inimmaginabili per l’epoca ferrovie e strade, dighe e miniere. Nobel divenne ben presto milionario, e nonostante gli intenti della sua scoperta fossero principalmente umanitari venne da molti definito un mercante di morte.

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Written by Ezio

10 dicembre 2009 a 15:50

Pubblicato su Senza Categoria

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