Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Tina e Frida

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I governanti di Cuba sono certamente innocenti, scrivono i giornali di destra di Città del Messico nel 1929, perché Julio Antonio Mella è vittima di circostanze passionali e non politiche e perché il bolscevismo di mosca è una cricca insipida di idioti. Tina Modotti pare sia una donna di facili costumi: italiana, fotografa, ha girato il Messico fino in fondo in pochi anni. Le sue foto denunciano la grandezza dei piccoli: persone semplici con le mani callose dal lavoro manuale, vecchie facce, piccoli oggetti. Cose di ogni giorno, insomma. Ma lei è rea d’essere rimasta immobile davanti all’interrogatorio della polizia; dicono che ha parlato e si è contraddetta, e quando ci si contraddice si è colpevoli. Lei però è soprattutto colpevole di libertà: viveva sola e una donna non può vivere sola; ma poi, mescolandosi tra la folla in una manifestazione per Sacco, Vanzetti e Sandino incrociò gli occhi di Mella, e di lui si innamorò e con lui giacque e si addormentò più volte senza il rito del matrimonio. Prima era stata attrice e modella in America, artista e amante di artisti, e non c’era uomo che non desiderasse toccare il suo corpo, mescolare il proprio sudore con quello di lei. Per questo la polizia dice che è una donna sporca, persa, con l’aggravante di essere straniera e comunista. Diffonde tra i giornali le foto che mostrano il suo splendido corpo completamente nudo e inizia le pratiche di espulsione. Ma lei non è sola davanti ai giudici inquisitori, al suo fianco c’è la sua compagna Frida Kahlo. Pittrice, di corporatura minuscola, capace di bere tanta tequila da far soggezione ad un uomo. Frida dipinge ad olio dal giorno della condanna al dolore perpetuo: era ancora vestita da angelo quando venne gettata nel vuoto, e le ali erano di paglia… Il dolore però è un bisturi e quando inizia a tagliare va sempre fino in fondo, giù, fino all’ultimo tessuto, così Frida si ritrova un ferro da tranvai conficcato nel petto a causa di un incidente stradale. Viene operata troppe volte e sul letto d’ospedale è sola perché no, non è sporca e persa ma è pur sempre comunista e nel frattempo la sua compagna Tina è stata cacciata dal Messico. Da quel letto dipinge piccoli autoritratti, omaggi al tempo innominabile che insistentemente le consuma la vita e le lascia intatto il dolore.

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Written by Ezio

1 dicembre 2009 a 18:12

Pubblicato su Senza Categoria

2 Risposte

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  1. tina modotti. Già. Chissà se de andré pensava a lei quando cantava della libertà vista camminare fianco a fianco al suo assassino (vittorio vidali)

    salud

    francosenia

    1 dicembre 2009 at 19:48

  2. La signora libertà in un lungo camminare, fianco a fianco… magari sì, magari de andré pensava a lei. Dicono che tina sia morta a causa di un malore. Dicono che gli stalinisti sono buoni e leali e che ol erano anche in spagna, nonostante coltivassero amicizie con gli anarchici cattivi…

    buonavita

    Ezio

    1 dicembre 2009 at 21:39


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