Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Poverini, questi mercati

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Qualcuno si gira e guarda il mare: lì, dove un’isola artificiale a forma di palma splendeva più e meglio di un disegno di Nazca quando visto dall’alto un buco profondo quanto l’abisso idiota che l’ha costruita ne prende il posto. Proprio non c’è pace. Ora (ri)cominceranno con la solita tiritera delle borse che salgono e scendono e si avvinghiano e si fottono e partoriscono economisti nati prematuri e rimasti nani che spiegano ai comuni mortali che no, non c’è nessun problema: la ripresa è (ri)cominciata e siamo sotto solo di cinque a zero, e se l’arbitro ci dà rigore e se il pubblico incita alla reazione e se nessuno si fa male se ne può venire a capo fino a pareggiare o finanche vincere.
L’orrore non è dato dalla profondità del baratro, bensì dalla sua larghezza!
Così, io che di economia so tutto e capisco tutto, copio da un libro citato pochi giorni fa in un altro post su questo blog… una barzelletta:

“Due economisti si incontrano. Uno domanda all’altro: “Capisci che sta succedendo?”. E l’altro: “Aspetta, ora te lo spiego”. “No, no”, riprende il primo, “spiegare non è difficile, sono un economista anche io. Quello che ti ho chiesto è: tu lo capisci?”

«Cosa sono un migliaio di economisti del FMI che annegano sui fondali marini? – Un buon inizio!»

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Written by Ezio

26 novembre 2009 a 21:21

Pubblicato su Senza Categoria

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