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Realtà

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IMLa storia del “ribelle” Jim Morrison credo sia ben conosciuta, e in ogni caso google ne sa ben più di quanto possa saperne io. Più che altro sembra di difficile comprensione, per certe forme di società e per chi ci vive dentro, il perché del senso di ribellione, che poi questa si può tradurre con voglia di conoscenza. Più si conosce, si sperimenta, si verifica, si testa, si azzarda, più si è ribelli. Cacucci racconta in poche righe la conoscenza che si perde nei millenni di mille conoscenze, dentro una società che fagocita tutto e tutti depredando gli umani della socialità istintiva di cui sono intrisi, imponendo il freno delle regole e della morale.

“La scuola, il sistema sociale, persino gli amici, proseguono a un certo punto l’opera dei genitori – in quest’opera di snaturamento – e impariamo così a vivere la finzione. Siamo costretti a vivere come gli altri vogliono, a sentire ciò che gli altri vogliono, sopprimendo la nostra vera identità, la nostra autentica personalità. È una sottile forma di omicidio, e gli assassini – genitori, parenti, amici e la società intera – ci ammazzano piano piano, con il sorriso sulle labbra, e noi ci danniamo alla ricerca del fantasma della nostra realtà ormai perduta…”

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Written by Ezio

17 ottobre 2009 a 13:21

Pubblicato su Senza Categoria

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