Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Il leone di Montelepre

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giulianoPolizia o delazione? Con un freddo flash d’agenzia si conclude, nel ’50, una delle vicende più sanguinose e rocambolesche dell’Italia post-bellica. Il “bandito Salvatore Giuliano, nato a Montelepre nel ’22, è stato ammazzato. Nonostante abbia tenuto impegnati migliaia di poliziotti e carabinieri nel corso di sette anni trascorsi al di fuori della legge, tanto da costare alle casse dello stato la bellezza di due miliardi delle lire d’allora. Dell’avventura di Giuliano e dei suoi picciotti si è scritto e detto di tutto: dall’aiuto agli alleati nello sbarco in Sicilia all’affiliazione alla mafia finanche all’essere sul libro paga di alcuni politici. Nessuno sa. Il colonnello Luca racconta di averlo preso in trappola sfruttando la vanità di Salvatore: avrebbe inventato una troupe di finti cineasti (tutti poliziotti) in azione in un finto documentario a Castelvetrano. Salvatore Giuliano avrebbe abboccato, entrando in contatto con questi, per farsi riprendere dalla telecamera. Una versione diversa parla di una delazione ad opera del braccio destro nonché cugino di Salvatore: Gaspare Pisciotta. Quattro anni dopo Pisciotta si trova ancora in galera e, nel processo che ancora riguarda l’intera banda, promette di fare rivelazioni che faranno tremare le vene e i polsi di più di un personaggio altolocato. Mescola lo zucchero con il caffè, con la calma di chi si appresta a percepire prima l’odore e poi il sapore della nera bevanda, quindi beve. Dopo pochi secondi si getta a terra urlando. I secondini accorrono e portano il detenuto all’infermeria. Niente, Giuseppe crepa di lì a poco. Nella tomba si porta le rivelazioni che aveva promesso e tutta la vicenda Giuliano: i suoi fini e i suoi mandanti (ri)piombano nei misteri di questa merda di paese. Chi ha ammazzato Pisciotta non si è mai saputo, ma certo fu qualcuno molto interessato a fargli tenere la bocca chiusa. Mafia? Politica? Pino Caruso, parecchi anni dopo, ne trarrà spunto per una scenetta da cabaret: con sguardo maligno e vestito da carcerato inviterà tutti i presenti allo spettacolo a prendere un caffè da lui nella “stanza” numero 103, all’ Ucciardone.pisciotta

Un capolavoro dei Del Sangre:

Il testo…

Lo sguardo nel sole che spacca la terra a metà
Terra di figli affamati di libertà
Sfidasti la legge colpendo lo stato nel cuore
E per la tua causa gettasti sul piatto il tuo onore
E da Montelepre alle porte di Roma
Il tuo nome bussò
Portato dal vento per bocca di un di un popolo che disse no.

Oh, oh……Bandito!
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora per te
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora con te.

Gridasti al potere la tua sete di libertà
Togliendo ricchezze per fame a chi fame non ha
E per la tua gente donasti il tuo sangue e il tuo amore
Per l’indipendenza il tuo fiume di rabbia e dolore
E sputasti in faccia a un regime mafioso
Che ti condannò
Per chiuderti gli occhi un fratello di sangue in denaro comprò.

Oh, oh……Bandito!
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora per te
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora con te.

Oh, oh……Bandito!
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora per te
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora con te.

Nel buio di un torrido luglio qualcuno sparò,
all’albero di Monreale il tuo sogno impiccò
Mostrando il tuo corpo ai signori di Castelvetrano
Disteso in cortile una falsa pistola alla mano
Chi vive ricorda che pezzo pagasti la tua liberà
Bandito Giuliano
La partita è aperta e il tuo sogno vivrà.

Oh, oh……Bandito!
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora per te
Se nascessi ieri combatterei ancora, ancora con te.

… la canzone


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Written by Ezio

17 aprile 2009 a 22:33

Pubblicato su Senza Categoria

Una Risposta

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  1. Complimenti!

    branko

    26 giugno 2010 at 22:12


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