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tele1“Fra più di dieci anni avremo una generazione di idioti!” Così sentenziò il dottor Marsh, docente dell’università di Boston, nel 1950. Colpevole di tal futura idiozia nel mondo è (anzi, sarà) la televisione. Negli USA funziona già da quasi quattro anni e ha già “invaso” quasi nove milioni di famiglie. Uno studio della Columbia University afferma che due terzi delle famiglie litigano per la scelta dei programmi; i ragazzi hanno gli occhi rovinati (!?!?) e i possessori della terribile macchina leggono meno della metà di quanto leggevano prima. Nessuno esce più e i componenti delle famiglie non si scambiano più parola: si siedono e quando non litigano guardano. Qualche giornale di casa nostra commenta: La televisione deve essere proprio un vizio degli americani, che amano informarsi velocemente e vogliono le notizie in pillole. Da noi questo non succederà.

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Written by Ezio

7 aprile 2009 a 19:17

Pubblicato su Senza Categoria

8 Risposte

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  1. David Foster Wallace definiva codesta, la peggior specie di paranoia anti-tv!
    Consiste nel trattare la tc coe una sorta di corruttrice diabolica.
    Al dottor Marsh, preferisco Samuel Godwin che nel 1949 sentenziò che il cimena, dopo il muto e il sonoro, stava per entrare nella sua terza epoca: quella della televisione. E Orson Welles che affermava che la televisione è nemica dei valori classici del cinema, ma non del cinema. Credo che i due, di mezzi espressivi, ne capissero assai più del tuo dr. Marsh!
    E aggiungeva, sempre Wells, che la televisione è una forma narrativa, la forma ideale per chi racconta storie,

    salud

    Franco Senia

    7 aprile 2009 at 19:59

  2. La televisione offre verità inoppugnabili: non c’è storia che possa avere credibilità se non raccontata dalla tv e non c’è evento che possa definirsi vero percui realmente accaduto se non raccontato dalla tv. Altrimenti siamo al folklore e alla leggenda popolare. Credo che l’unico uso possibile della macchina mediatica sia quello di guardarci un film (una storia), che sia in vhs o in dvd ma comunque scelto da noi e non fatto entrare in casa senza bussare. E penso che – non solo in questo paese – l’unico credo sia stato quello di insegnare una lingua comune per tutti, così da poter diventare lo strumento migliore e più efficace di orientamento del pensiero. Almeno in questo il (non mio) dottor marsh pare ci abbia azzeccato, nel senso che leggo “generazione di idioti” in luogo di omogeneità.

    buonavita

    Ezio

    7 aprile 2009 at 22:00

  3. Raccontare storie … attività che nasce intorno ad un fuoco, durante le lunghe pause dalla caccia abbondante. E da lì si è continuato, a volte con l’ausilio di una cetra, fino all’ausilio di un microfono radiofonico, con tanto di marziani che attaccano la terra!
    Il mezzo, resta un mezzo, altrimenti dovresti dire con Troise che tutto è cominciato col grammofono!!! La scelta di un dvd o di un vhs attiene sempre alla scelta di quel che ti viene proposto. Dal mercato! Fallace e illusoria, la scelta. Etero-diretta, si direbbe…
    La televisione, dicevo e dicevano wells e godwin, serve a raccontare storie che altrove non puoi. Lost, o, se preferisci, The Kingdom. Fa’ un po’ te! Quanto alla lingua che costringe a dire, mi sta bene madama televisione e il suo romanesco e il suo gassman e il suo sordi. Ma c’era anche ubaldo lay e c’era belfagor il fantasma del louvre fino alla sontuosa odissea televisiva che altrimenti ciccia … E tante altre storie, da raccontare. E l’idiozia sottende anche la disomogeneità, assai!

    salud

    Franco Senia

    8 aprile 2009 at 09:46

  4. Sì, raccontare storie. Ma credo che la differenza tra televisore e televisione sia ben marcata: mezzo e uso. Io, più che quelli che hai citato, ricordo con piacere la freccia nera e Michele Strogoff, e anche Sandokan e il pinocchio di Comencini, e vado ci corsa e altro al momento non mi viene in mente… ah sì, anche A come Andromeda. Roba datata come puoi vedere. Ma il televisore è un mezzo inerte di silicio, così come una piccozza è un mezzo inerte di ferro: la puoi usare per scavare o per piantarla nella nuca del tuo nemico scappato in Messico. E col televisore ci puoi raccontare storie o orientare masse. Le quattro righe del mio articolo sottintendevano l’uso.

    buonavita

    Ezio

    8 aprile 2009 at 13:48

  5. Raccontare storie o orientare masse …
    La radio … Orson Wells … e Goebbels.
    Ma anche la musica, o qualsiasi altro ammennicolo inventato dalla mente umana. Raccontare storie od orientare masse … Già. E allora è proprio da idioti ritenerla responsabile di idiozie vere o presunte.
    E ciascuno sceglie, cosa vuol farci e con la televisione e con il televisore …

    salud

    Franco Senia

    8 aprile 2009 at 13:54

  6. Omogeneità!
    Già, la radio… il finto atterraggio degli alieni ma anche la musica… e quanta musica; e poi Radio Londra e Radio Rebelde e Radio Out…
    O Franco, si può parlar male della televisione o no? Se c’è un apparato tanto mafioso che ‘ndrangheta sacra corona e camorra insieme gli fanno una sega, che cerca di accaparrarsela in ogni dove, ci sarà un motivo? Non ci capiamo o forse sì, ed è un bene in un caso e nell’altro.
    Dopodiché non mi interessa separare il grano dal loglio: la televisione è la televisione, né buona né cattiva, solo televisione; e ciascuno sceglie cosa vuol farci, e con la televisione e col televisore ma sempre nella televisione.

    buonavita

    Ezio

    8 aprile 2009 at 22:18

  7. Certo che no!
    La puoi usare per piantarci i fiori.

    salud

    Franco Senia

    8 aprile 2009 at 22:20

  8. Nei negozi dei cinesi è uguale a un finto acquario… con finte alghe… :-)

    buonavita

    Ezio

    8 aprile 2009 at 22:30


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