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Palabras en el viento

Il paese della vergogna

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il-paese-della-vergognaSono passati almeno un paio d’anni dall’ultima volta che ho visto e ascoltato i Gang da sotto un palco, almeno fino a ieri sera. Così, armato di curiosità e anche di riconoscenza, mi son recato al cinema L’Aquila per vedere lo spettacolo “Il paese della vergogna”, con la voce narrante di Daniele Bianchessi e la musica dei fratelli Severini. Non male direi: i Gang li amo come pochi altri e a mio parere non tradiscono mai. Non male neanche la voce narrante di Bianchessi, che parte dall’eccidio di Sant’Anna di Stazzema passando per la strage di Marzabotto, ricordando poi i morti ammazzati dalle forze del disordine e le stragi di stato (il minuscolo non è un refuso) fino ai morti per mano della mafia. Il tutto intervallato dalla voce e dalla chitarra a dodici corde di Marino e di quella elettrica di Sandro: sublimi in ciò. I nomi, tutti o quasi, fino a ricordare Peppino (quante canzoni sono state scritte su Peppino Impastato… ) e radio out (oh, quanto amore pure per i Del Sangre), fino al punto… fino al punto da dimenticare Bologna ma mettere nel calderone le stragi di Capaci e via D’Amelio.
Marino ha fatto orecchie da mercante, alla fine dello spettacolo, invocato (scherzosamente ma non troppo) a chiarire da un’amica ch’era lì con noi. D’altra parte il copione non è suo come d’altra parte s’è semplicemente limitato a cantare splendide canzoni. Certo, se nel frullatore avesse trovato posto anche il “partigiano” morto a Palermo nel settembre dell’82 il cerchio sarebbe risultato perfetto, mica un cerchio simil ovale.

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Written by Ezio

4 aprile 2009 a 15:13

Pubblicato su Senza Categoria

2 Risposte

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  1. ah!!!!
    vedo che nella copertina del libro, il giudice e il fascista non li ha messi (anche se ha messo ambrosoli, che pure lui proprio compagno non è)
    E Pinelli continua a mancare.

    Enrica

    Enrica

    6 aprile 2009 at 10:50

  2. Già, sulla copertina c’è Bologna ma non non i giudici e nelle spettacolo invece… Mettiamola così: Pinelli manca perché (è ormai accertato) ha accusato una botta improvvisa di labirintite; i giudici sono morti a causa di attentati fascisti e nello spettacolo i loro nomi sono immediatamente riconducibili a facce note di martiri; la bomba, a Bologna, ce l’hanno messa gli scagnozzi di Arafat, percui sarà più facile scriverne che parlarne…
    buonavita

    Ezio

    6 aprile 2009 at 12:29


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