Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Archive for gennaio 2009

La terra promessa

leave a comment »

messicoAlle origini, prima della conquista spagnola, il Messico più che una nazione era un continente, dal punto di vista storico e geografico. E gli aztechi che ne dominano il territorio altro non sono che un popolo di nomadi guerrieri che cerca di “mettere radici”. Approfittando di ciò che resta dell’antichissima civiltà Maya sottomettono Toltechi e Zapotechi e le altre piccole popolazioni e instaurano un regime coloniale privo di ideologie. L’unità dello stato è sempre fittizia nel colonialismo, e usi, costumi e credenze religiose nascono da innesti e compromessi  ogni volta successivi. Il colonialismo spagnolo fu ben più terrificante, a partire dal 1519, poiché arriva da un continente diverso e usi e costumi del luogo vengono stravolti e in più si instaura una nuova e sconosciuta politica e una nuova e sconosciuta religione. Si instaura sì su un vecchio regime coloniale, senza mancare di genocidio, ma l’impatto è così devastante che qualcuno l’ha definito una forma di supercolonialismo.

Così Galeano racconta un’antica leggenda:

Nudi, miserabili, insonni, camminarono notte e giorno per più di due secoli. Andavano in cerca del luogo dove la terra si stende tra canne e giunchi. Varie volte si smarrirono, si dispersero e si ricongiunsero. Sballottati tra i venti, si trascinarono allacciandosi gli uni agli altri, colpendosi, spingendosi; caddero per la fame e si alzarono e nuovamente caddero e si rialzarono. Nella regione dei vulcani, dove non cresce l’erba, mangiarono carne di rettili.
Avevano con sé lo stendardo e il manto del Dio che aveva parlato ai sacerdoti durante il sonno e aveva promesso un regno d’oro e piume di quetzal: Assoggetterete da mare a mare tutti i popoli e le città, aveva annunciato il Dio, e non sarà per sortilegio ma per coraggio del cuore e il valore delle braccia.
Quandosi affacciarono sulla laguna splendente, sotto il sole di mezzogiorno, gli Aztechi piansero per la prima volta. Eccola la piccola isola di fango: sopra il fico d’india, alta sui giunchi e sulle erbacce, l’aquila stendeva le sue ali.
Nel vederli arrivare, l’aquila abbassò la testa. Quei paria, ammassati sulla riva della laguna, sudici, tremanti, erano gli eletti, quelli che in tempi remoti erano nati dalla bocca degli dei.
Huitzilopochtli diede loro il benvenuto:
Questo è il luogo del nostro riposo e della nostra grandezza – risuonò la voce – Ordino che si chiami Tecnochtitlàn la città che sarà regina e signora di tutte le altre. Messico è qui.

(Eduardo Galeano)

Annunci

Written by Ezio

16 gennaio 2009 at 18:31

Pubblicato su Senza Categoria

Dall’altra parte

with 3 comments

99quando gli impostori (rigorosamente al maschile) non riescono a fare a meno di rivelare la loro ambiguità.

Oh Grande Spirito,
concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare,
e la Saggezza di capirne la differenza.

(Preghiera Cherokee)

Written by Ezio

15 gennaio 2009 at 23:29

Pubblicato su Senza Categoria

Due parole

leave a comment »

fda_con1È passato un po’ di tempo, altri c’erano e altri si sono affiancati, e poiché posto ce n’é nessuno occupa quello dell’altro. Credo che non ci sia nulla di veramente unico nel senso morale del termine, in De André, ma che sia al contempo assolutamente unico nel senso di irripetibile.

Written by Ezio

11 gennaio 2009 at 19:21

Pubblicato su Senza Categoria

Confusione

with 6 comments

macerieAvevo un occhio su una rivista di computer, questa mattina, e l’altro sul monitor del mio piccì; ed io che difficilmente riesco a fare bene anche una sola cosa alla volta avevo anche, a tenermi compagnia, il sottofondo di ottobre-scirocco che usciva dalle casse, leggero come le ali di Icaro. Poi sono stato distratto da una voce ben conosciuta che usciva dal televisore (e quattro), in una diretta telefonica dentro non so quale contenitore-inceneritore: quella di Luttwak. Lamentava, il poverino, con voce tremolante per il disappunto, del fatto che i media europei danno troppo risalto ai morti a Gaza. In fondo nessuno si preoccupa di far risaltare il numero dei morti in Darfur o tra Burundi e Rwanda – diceva – per cui non si capisce il motivo di tanto accanimento mediatico contro il povero stato isdraeliano (così com’è comunemente pronunciato dai vari profeti a mezzobusto) che – a quanto pare – ha tutto il diritto di sterminare la progenie di quella grande puttana che fu Lilith.
Ho smesso da tempo di chiedermi se si può essere uomo e soldato al contempo, uomo e politico al contempo e, per chiudere, uomo e giornalista al servizio di qualcuno al contempo.
Nessuno che abbia il coraggio di parlare di guerra elettorale, schifosamente pianificata e vergognosamente portata a compimento.

Faccio e ascolto troppe cose insieme da un po’ di tempo a questa parte, sta tutta qui la mia reale confusione.

Written by Ezio

9 gennaio 2009 at 23:21

Pubblicato su Senza Categoria

Derattizzazione tecnologica

leave a comment »

ba

Written by Ezio

9 gennaio 2009 at 23:17

Pubblicato su Senza Categoria

Luoghi e persone

leave a comment »

torrechiara1Nessuna pagina da aggiungere ad un diario inesistente e nessun articolo da scrivere e nessun concerto da aggettivare: un luogo e tanti luoghi, una persona e due persone e tante persone, un disco (anche questo da ascoltare ben più che aggettivare), un libro in regalo e panorami (la foto è mia) e panorami ancora. Per amore, solo per amore.
“Non avrai altro da fare che vivere” scrisse Hikmet dal carcere in una splendida poesia. Non si ha altro da fare che vivere.

Written by Ezio

4 gennaio 2009 at 22:55

Pubblicato su Senza Categoria