Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Archive for dicembre 2008

Sadismo

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molazzaEravamo, nella galera dove vissi più a lungo, da tre a quattrocento torturati, che scontavano per la maggior parte lunghe pene, da otto anni al carcere a vita; tra questi uomini ho incontrato un ugual numero di deboli, di basse canaglie, di uomini medi e di uomini notevoli che portavano in sé una divina scintilla, che in qualsiasi altro posto. In generale, i carcerieri, graduati o no, erano di un livello più basso (tranne qualche eccezione), onestamente ma nettamente criminali a modo loro, con l’impunità assicurata e la pensione alla fine di una vita innominabile: ve n’erano di sadici, di ipocritamente crudeli, di stupidi, di intriganti, di ladruncoli, di ladri; ce n’erano persino alcuni buoni e quasi intelligenti, cosa incredibile. Di per sé, la prigione (in questo caso francese) retta da antichi regolamenti, non è altro che un’assurda macchina per stritolare gli uomini che le vengono gettati in pasto. Vi si vive una specie di follia meccanizzata: tutto sembra esservi concepito da uno spirito sordidamente calcolatore in modo da debilitare, istupidire, degradare, avvelenare di un rancore senza nome il condannato, al quale si tratta evidentemente di rendere del tutto impossibile il ritorno ad una vita normale.

Victor Serge

La galera come l’antica idea religiosa del castigo. Idea che, senza la base della fede, altro non è che la giustificazione psicologica del sadismo sociale. Idea che, con alla base la fede, altro non è che la giustificazione psicologica del sadismo delle religioni.

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Written by Ezio

30 dicembre 2008 at 23:16

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Dialogo

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dialogo

Written by Ezio

30 dicembre 2008 at 23:15

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Revolución

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Non è per il titolo che mi evoca il movimento di due corpi orbitanti attorno al comune centro di massa; ovvero non è per ciò che non si può fare con tanta eleganza e di cui forse scriverò qualcosa in un prossimo futuro; è solo per dire che anche il pop, quando suonato e cantato nella dimensione acustica, acquista dolcezza ed eleganza e ne guadagna in melodia, anche quando perde l’ultima strofa.

Amaral
Revolución

Somos demasiados y no podrán pasar por encima de los años que tuvimos que callar
por los libros prohibidos y las entradas secretas
por todos los que un día se atrevieron a gritar que la tierra era redonda
y que había algo más que dragones y abismos donde acababan los mapas
por las noches de vacío cuando te ibas a dormir
esperando que la suerte vuelva a sonreir
con los ojos abiertos esperando un milagro
siento que llegó nuestra hora; esta es nuestra revolución
somos demasiados y no podrán pasar por encima de la vida que queremos heredar
donde no tenga miedo de decir lo que pienso
por todas las canciones que empiezan a nacer para no ser escuchadas
y al fin lo van a ser, cantadas con rabia por los que siempre callaron
siento que llegó nuestra hora; esta es nuestra revolución
somos una luz cegadora, fuerte, más brilante que el sol
(Revolución, este es el día de la revolución)
por todas las canciones que empiezan a nacer para no ser escuchadas
y al fin lo van a ser, cantadas con rabia por los que siempre callaron
siento que llegó nuestra hora; esta es nuestra revolución
porque siento que este es el momentode olvidar lo que nos separó y pensar en lo que nos une
(Revolución, este es el día de la revolución)
esta es nuestra revolución

Written by Ezio

4 dicembre 2008 at 22:18

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A colpi di fortuna

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manetteLa storia delle scoperte che hanno modellato e incanalato l’umanità verso quelli che sono diventati i nostri tempi si compone di anni di studio meticoloso e colpi di fortuna inaspettati. Oggi fare una radiografia è una prassi semplice e assai comune come comune è maneggiare un pneumatico o tingere un vestito e non stupirsi della durata, ma dietro la scoperta (ad esempio) della radioattività dell’uranio si nasconde uno scenario particolare che riguarda un cassetto chiuso e il tempo meteorologico. Direi che con la concezione odierna del mercato globale molte scoperte casuali che potrebbero diventare in futuro assai utili vengono cestinate dopo pochi minuti, perché ritenute inutili ai fini del profitto e perché ritenute utili per l’uomo ma dannose per il mercato stesso. In fondo anche l’uomo è merce, anche se deve sottostare a leggi diverse dalle altre merci per ciò che riguarda gli spostamenti tra un territorio e l’altro. Più che altro, però, mi preme sottolineare come tutto ciò che riguardi la ricerca scientifica sia oggi finalizzato al profitto, e di come la ricerca e la tecnica applicata, nelle esclusive mani del mercato, ponga più problemi di quanti ne risolva.

Dopo la scoperta dei raggi X avvenuta nel 1895, molti scienziati furono spinti allo studio di queste radiazioni tanto nuove quanto penetranti. Il francese Henri Bequerel – figlio d’arte il cui padre si era occupato della fluorescenza, che è il fenomeno per cui certe sostanze emettono radiazione visibile dopo essere state esposte all’ultravioletto presente nei raggi solari, e che si era interessato particolarmente al solfato di potassio il cui composto contiene un atomo di uranio – si chiese se la fluorescenza emessa da questa sostanza contenesse raggi X. Dunque collocò il composto di solfato su una lastra fotografica racchiusa in un cartoccio di carta nera. Poiché la luce solare non poteva penetrare attraverso la carta nera essa non avrebbe impressionato la lastra, ma se la fluorescenza eccitata da tale luce avesse contenuto raggi X questi avrebbero attraversato la carta impressionando la pellicola. L’esperimento sembrò avere esito positivo ma la scienza ha sempre bisogno di conferme. Poi intervenne un periodo di tempo nuvoloso e piogge e Bequerel infilò in un cassetto le sue lastre ancora cosparse di qualche pizzico di solfato, e se ne dimenticò per giorni. Quando riprese le lastre decise comunque di svilupparle, nonostante non fossero state esposte a luce diretta, e con gioia indescrivibile le trovò completamente annerite. Aveva scoperto la radioattività dell’uranio.

Colombo scoprì che gli indigeni giocavano con palle ricavate da un liquido vegetale solidificato (poi dicono che il gioco del calcio l’hanno invento gli inglesi…) e nel corso della lunga invasione ad opera degli europei nelle Americhe alcuni portarono in Europa questa sorta di materiale plastico in grado anche di cancellare i segni di matita. Il problema era che questo materiale diventava troppo morbido e appiccicoso vicino a fonti di calore mentre un clima freddo lo induriva fino a farlo diventare inutilizzabile per qualsiasi scopo. Poi, ad un Americano di nome Charles Goodyear che non sapeva niente di chimica, gli capitò di inciampare mentre tratteneva una miscela di gomma e zolfo in un recipiente e questa gli cadde su un fornello bollente; la raschiò via velocemente ma ormai il danno era fatto, tanto che scoprì che ciò che aveva raschiato restava morbido ed elastico a qualsiasi temperatura…

All’inizio del ‘900 l’unica cura per la malaria era data dal chinino, sostanza naturale ma non abbondante e quindi si cercava di sintetizzarla per averne in gran quantità e a poco prezzo (il mercato, sempre il mercato che già c’era, anche se c’era ancora la possibilità “di sposar gli elementi e farli reagire”, magari in uno scantinato freddo e buio). Un ragazzo appena diciottenne, Henry Perkin, cercò di sintetizzarlo usando un derivato del catrame di carbon fossile, tra i tanti miscugli che fece non ottenne ovviamente il chinino ma si trovò per le mani la tintura per abiti e divenne ricco di lì a pochi anni.

Tre casi fortunati dove la ricerca è ridotta allo stato di mera curiosità, dove nessuno ti paga per studiare e trovare quello per cui sei pagato e nient’altro. Oggi l’establishment scientifico culturale taglierebbe prima lo stipendio e poi le gambe e, se ciò non dovesse bastare, pure la testa.

Written by Ezio

2 dicembre 2008 at 18:08

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Passaggi

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pass

Written by Ezio

2 dicembre 2008 at 18:06

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Congiunzioni

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La splendida congiunzione serale dei tre oggetti più luminosi visibili in cielo: Luna-Venere-Giove, con occultamento di Venere da parte della Luna.

Fotocamera Panasonic FZ18, apertura 4,2, iso 100, focale 82,8.

Formato originale Raw, aperto e “sgrezzato” con UFRaw e “sminuzzato” e ridotto con GIMP.

ingresso1

uscita1

uscita11

uscita3

Written by Ezio

1 dicembre 2008 at 20:52

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