Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Annozero

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“Ci imbattemmo nei primi che venivano avanti a cavallo, al trotto, con le funi assicurate all’arcione e all’altro capo legati per i piedi certi uomini che di quando in quando si arrabbattavano a camminare con le mani. E ce n’erano altri che non avevano più le mani perché gliele avevano tagliate, e pure la testa gli avevano mozzata. Li guardammo passare. Mai vista tanta gente, una cosa che faceva proprio piacere.”

Un’amica mi dice che la tv non è tutta da buttare, per cui prenderò una sega per tagliarla e ne butterò solo la metà.

Annozero si scrive attaccato, come attaccato si scrive Santoro, che non mi attiene come non mi attiene chi abitualmente storpia i cognomi scrivendo Sant’oro o San toro.
Annozero, dicevo, e ieri sera tra un paio sigarette un paio di articoli nelle pause e un paio di grappe di marca diversa anche un paio di sorprese: un giovane destinato a sedere sugli scranni del parlamento in un futuro prossimo o lontano, sempre che al posto della poltrona non ci trovi un cratere frutto di una condrite carbonacea piovuta dallo spazio profondo, ovviamente, e il solito cane idrofobo con la cravatta d’erba, ché scrivere “color di foglia” non mi pare proprio il caso…

Sulle parole del picconatore-assassino-nazionale neanche una riflessione piccola piccola, ma tanto chi doveva sapere già sapeva, da sempre.

Un panegirico più lungo del Nilo per descrivere un tessuto sociale ormai intriso dal più feroce buonismo da una parte e dalla più feroce xenofobia dall’altra, evitando accuratamente di pronunciare quel sostantivo impronunciabile che ha appesantito l’aria nauseabonda per tutta la durata della trasmissione: fascismo. Non di ritorno. Una teoria elegante e difficile da comprendere quanto la carica frazionaria dei quark nella cromodinamica quantistica per descrivere la sostenibilità dell’insostenibile: un buon governo per un capitalismo da sorreggere e rafforzare. Autoritario o di concerto poco importa, purché sia buono.
Nessuno che abbia specificato che la crisi economica è iniziata già da qualche anno e non da qualche giorno, e che la risposta pare essere ancora una volta la solita farsa.

Tutti così “soft”, compreso il buonista nazionale e ovviamente il cane idrofobo, da lasciar intendere che nessuno sarà invitato al pranzo di gala, ché questo non ci sarà!
Peccato che non serva invito per partecipare; e meno male che la vita continuerà domani così come è stata vissuta fino a ieri.

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Written by Ezio

24 ottobre 2008 a 16:28

Pubblicato su Senza Categoria

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