Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Correre o camminare?

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È difficile riempire di parole una pagina bianca quando non si ha voglia di scrivere (né giocoforza di dire) nulla.
Forse si dovrebbe cominciare “scansando” ciò che non si sente proprio, che non appartiene a sé.
Correre o camminare, aspettare o forzare lo scorrere del tempo? Chi lo sa. Parole senza senso quando intorno tutto muta, e mutando tutto torna.
Dovrei limitarmi a constatare come questo “scherzo” del Masetti (scambiato per un giornalista) sia stato sezionato, comunicato dopo comunicato, parola dopo parola e immagine dopo immagine, dentro una mailing list dove scrivere di qualsivoglia argomento sembra essere vietato per decreto: solo comunicati? Bene, metteteveli in culo! Oppure dovrei limitarmi a sezionare (io) le parole che escono dalle bocche sudice di fascisti, post-Leninisti e post-stalinisti. Ma poi sezionare che?!?! Sono lì, bell’e pronunciate, chiare come è chiaro che un uovo rotto non lo si ricompone, anche se l’uovo nasconde comunque un mistero secolare…

Eppure, sempre mutando per tornare fin dentro l’utero, Roma non è più una città, è diventata una caserma. Sono caserme le stazioni e gli aeroporti, le strade e le piazze, i musei e le fontane. Sono caserme (da sempre) le chiese e tutto il marciume che ci passa dentro e caserma sta diventando pure ciò che resta del mio quartiere, ché anche qui un piccolo distaccamento è previsto in un futuro molto prossimo.
Ho scritto marciume? E dove?!?! Di fronte al titolo che la cannabis null’altro è che un superantibiotico in grado di annientare nientepopodimeno che i superbatteri (quelli che pesano dai sei agli otto chili sono occultati ai più ma conosciutissimi dalle lobby farmaceutiche) che immagine si manifesta ai propri occhi se non quella del faccionebonaccione di Giovanardi?
E che dire del linciaggio Ita(g)liano a Simoncini? E delle affermazioni di Veronesi su Santa Rita? (la clinica, non la presunta falsaverasantaritachesaccascia!)

Allora non posso non pensare, tra un attimo e l’altro, che il cadavere del quale ci stiamo cibando sia ormai prossimo a mostrare le ossa, e prima che ci si cominci a divorare l’uno con l’altro è bene mettere sul campo i propri soldati(ni), non sia mai si venisse a scoprire che i risparmi non ci sono più, anzi che non sono mai esistiti…

Mi fermo qui – ché mi scappa da pisciare e non esiterei a farla su coloro di cui ho scritto – e metto una vignetta reperita su un sito sudamericano:

Ora, a me che ho in corpo una leggera ( mi si consenta l’eufemismo) quantità d’alcol, il sorriso del toro ricorda qualcuno, e anche le povere vacche, e anche (ancora) colui che munge rigorosamente con le mani, facendo cadere il latte ( o quel che sarà) dentro un secchio.
Magari è giunto il momento di cominciare a correre.
Sì, ma verso dove?

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Written by Ezio

9 settembre 2008 a 20:36

Pubblicato su Senza Categoria

7 Risposte

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  1. Scusa, non ho capito quale sarebbe la ML dove lo scherzo del masetti sarebbe stato sezionato …. !!!

    salud

    Franco Senia

    10 settembre 2008 at 07:42

  2. È una ML a carattere scientifico, principalmente di divulgazione astronomica, alla quale sono iscritto da otto anni circa, pur non scrivendoci più da parecchio tempo.
    Il link postato è questo:

    http://www.prato.linux.it/~lmasetti/immagini/blog/repubblica_fine_del_mondo/repubblica.it.html

    Non sono riusciti a tornare all’home, credo, per cui hanno pensato bene di “bastonare” il povero autore.
    Da scompisciarsi dalle risate…
    un abbraccio

    Ezio

    10 settembre 2008 at 08:40

  3. “Non sono riusciti a tornare … a casa”, è bellissimo! :-)

    salud e un abbraccio a te

    Franco Senia

    10 settembre 2008 at 08:49

  4. Non ho messo apposta un rimando alla home perché sembrasse piu’ simile a una vera pagina di repubblica.it. Intanto sono finito addirittura su Focus (mah…) ma sul più bello il server di prato linux ha smesso di funzionare :)

    Lorenzo

    10 settembre 2008 at 10:32

  5. Che dirti, Lorenzo?
    La pagina l’ho letta a suo tempo, compresi i commenti, e non nascondo che ci ho riso sopra come probabilmente avrebbe fatto Hoyle per tutt’altri motivi, tanto è riuscita bene.
    Aspetto che decidano un valore assoluto per la costante cosmologica, ché magari aveva ragione l’eretico visto che anche Hawking pare non più troppo convinto dei suoi trascorsi.
    Insomma, per essere chiari, chi ha paura del buco nero si faccia pure venire i calli…
    buonavita

    Ezio

    10 settembre 2008 at 11:22

  6. E meno male che hai voluto essere chiaro!

    salud

    Franco Senia

    10 settembre 2008 at 12:43

  7. Uh, più chiaro di così…
    Insomma Franco, l’uscita giornalistica sull’uomo in grado di creare quello che un fisico chiama “singolarità”, senza neanche riuscire ad immaginarsi l’energia in gioco, mi pare risibile, come Lorenzo ha sottolineato con quella pagina di Repubblica così ben fatta tanto che qualcuno l’ha scambiata per vera.
    Hoyle era un eretico (o meglio non ortodosso) per la scienza, nel senso che credeva in un universo stazionario dove non c’è posto per big bang e buchi neri, ecco perché ne avrebbe riso.
    Ma forse tu ti riferisci all’ultima riga… :-) beh, è solo una battuta su altri buchi neri, ben nascosti quando una donna tiene le gambe strette, e su chi ne ha paura…
    buonavita

    Ezio

    10 settembre 2008 at 13:23


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