Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Archive for settembre 2008

Un giorno come un altro…

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… una tragedia come tante altre, ché anche le tragedie hanno un loro fine.

Qualcuno ha scritto che quando la storia si ripete da tragedia diventa farsa.
Ora, poiché la storia pare che si ripeta e poi ripeta ancora… mi limito a mettere qualche foto.
Tragedie sono tragedie, certo, proprio perché sono una farsa dietro l’altra.
E proprio perché sono una farsa dietro l’altra non si può dire che siano false.

Si inizia dall’ultima e si prosegue con la prima.

Written by Ezio

11 settembre 2008 at 22:10

Pubblicato su Senza Categoria

Correre o camminare?

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È difficile riempire di parole una pagina bianca quando non si ha voglia di scrivere (né giocoforza di dire) nulla.
Forse si dovrebbe cominciare “scansando” ciò che non si sente proprio, che non appartiene a sé.
Correre o camminare, aspettare o forzare lo scorrere del tempo? Chi lo sa. Parole senza senso quando intorno tutto muta, e mutando tutto torna.
Dovrei limitarmi a constatare come questo “scherzo” del Masetti (scambiato per un giornalista) sia stato sezionato, comunicato dopo comunicato, parola dopo parola e immagine dopo immagine, dentro una mailing list dove scrivere di qualsivoglia argomento sembra essere vietato per decreto: solo comunicati? Bene, metteteveli in culo! Oppure dovrei limitarmi a sezionare (io) le parole che escono dalle bocche sudice di fascisti, post-Leninisti e post-stalinisti. Ma poi sezionare che?!?! Sono lì, bell’e pronunciate, chiare come è chiaro che un uovo rotto non lo si ricompone, anche se l’uovo nasconde comunque un mistero secolare…

Eppure, sempre mutando per tornare fin dentro l’utero, Roma non è più una città, è diventata una caserma. Sono caserme le stazioni e gli aeroporti, le strade e le piazze, i musei e le fontane. Sono caserme (da sempre) le chiese e tutto il marciume che ci passa dentro e caserma sta diventando pure ciò che resta del mio quartiere, ché anche qui un piccolo distaccamento è previsto in un futuro molto prossimo.
Ho scritto marciume? E dove?!?! Di fronte al titolo che la cannabis null’altro è che un superantibiotico in grado di annientare nientepopodimeno che i superbatteri (quelli che pesano dai sei agli otto chili sono occultati ai più ma conosciutissimi dalle lobby farmaceutiche) che immagine si manifesta ai propri occhi se non quella del faccionebonaccione di Giovanardi?
E che dire del linciaggio Ita(g)liano a Simoncini? E delle affermazioni di Veronesi su Santa Rita? (la clinica, non la presunta falsaverasantaritachesaccascia!)

Allora non posso non pensare, tra un attimo e l’altro, che il cadavere del quale ci stiamo cibando sia ormai prossimo a mostrare le ossa, e prima che ci si cominci a divorare l’uno con l’altro è bene mettere sul campo i propri soldati(ni), non sia mai si venisse a scoprire che i risparmi non ci sono più, anzi che non sono mai esistiti…

Mi fermo qui – ché mi scappa da pisciare e non esiterei a farla su coloro di cui ho scritto – e metto una vignetta reperita su un sito sudamericano:

Ora, a me che ho in corpo una leggera ( mi si consenta l’eufemismo) quantità d’alcol, il sorriso del toro ricorda qualcuno, e anche le povere vacche, e anche (ancora) colui che munge rigorosamente con le mani, facendo cadere il latte ( o quel che sarà) dentro un secchio.
Magari è giunto il momento di cominciare a correre.
Sì, ma verso dove?

Written by Ezio

9 settembre 2008 at 20:36

Pubblicato su Senza Categoria