Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Il mostro è uscito dal mare

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È nero. E quando non è nero è senza patria. E quando è senza patria non ha identità. E quando non ha identità si ritrova nello stato di misero essere umano. Vagabonda ubriaco, affamato e assetato di carne tenera e sesso. Ed è brutto, tanto brutto da incutere terrore nelle genti che incontra.

Due voci che escono dalle stesse corde vocali e gli occhi a guardare il mondo, presente e futuro.
È lunga trentadue anni la circonferenza di questa canzone, trentadue anni e lo stesso punto da cui guardare il mondo, presente e futuro.

I mercanti di pornografia
faccia a faccia ai portatori d’acqua santa
da una parte e dall’altra dello specchio
si sono guardati
ed il boia ha chiamato a raccolta
poliziotti e trafficanti d’eroina
per festeggiare le nozze di Stato
un altro zingaro hanno impiccato
un altro zingaro hanno impiccato

E i bookmakers gli esattori della luce
ci hanno chiesto di avere speranze
solo il tempo di mettere un filo,
attaccare la spina
e poi potremo accomodarci in poltrona
in attesa dell’ultima scossa
e vedremo là oltre le inferriate
che l’inverno ha vinto ancora l’estate
che l’inverno ha vinto ancora l’estate

Non aspettarti comprensione da lui
son troppi anni che non prende più il tram
lui non ricorda com’è fatta una galera
o non c’è mai stato
e poi fa finta di litigare con quell’altro
solo quando la telecamera è sul rosso
no lui non sente nemmeno l’odore
del tuo bellissimo corpo che muore
del tuo dolcissimo corpo che muore

Ed i lupi non sono più in montagna
non son tempi da bestie cacciatrici
sono stati divorati dagli agnelli
più tranquilli più umani
più propensi alla vita di gruppo
più felici in folle confuse
assiepate alla curva di Lesmo
per vedere sfrecciare un orgasmo
per vedere sfrecciare un orgasmo

Gli schedari sono stati puliti
aggiornati da uno del giro
le soffitte le han perquisite
e poi le cantine
mentre in piazza continuava la Festa
si esibiva il cantante di turno
e a un bambino che rubava un biglietto
hanno dato due calci nel petto
hanno dato due calci nel petto
Il padrone ha riempito la vasca
si diverte coi suoi paperotti
e si toglie con il detergente
le sue ragnatele
ma qualcuno ha bussato alla porta
ed il vento ora squassa le tende
c’è del sangue là sulle piastrelle
e sull’acqua galleggia una pelle
e sull’acqua galleggia una pelle

Il ventriloquo lascia il fantoccio
la sua pancia non sa più parlare
il fachiro divora spaghetti
è finito il digiuno
ed il mostro che è uscito dal mare
ha distrutto gli stabilimenti
e la spiaggia ora è piena di gente
che sorride vestita di niente
che sorride vestita di niente
che sorride vestita di niente

Il mostro è uscito dal mare
Gianfranco Manfredi

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Written by Ezio

20 maggio 2008 a 22:35

Pubblicato su Senza Categoria

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