Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Archive for aprile 2008

El anarquista

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“Quello che stiamo vivendo è l’ultimo atto di una storia maledetta iniziata circa cinquant’anni fa. È la storia della mia generazione. Quella che nessuno ti racconterà mai per intero. Quella che nessuno vuole ascoltare. Quella che neanche io sono pronto a scrivere…”

Ciao Sbancor

Written by Ezio

30 aprile 2008 at 20:33

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Ritorno… al passato

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Da Antonio (Nino) Malara:

“La democrazia è governo di maggioranza ed esercita la dittatura sotto il manto democratico contro la minoranza. Lo stato, di qualunque colore esso sia e in qualunque forma, è per sua natura tiranno. (…) Dico solamente che noi auspichiamo una società diversa nel domani da quella che è oggi. Cioè un sistema sociale dissimile dall’attuale.(…) Il popolo, i lavoratori, gli sfruttati, non vinceranno spiegando al vento i pugni più forti. I pugni si lasceranno guidare da altri pugni. I pugni più intelligenti e più furbi finiscono di dirigersi contro i pugni degli sfruttati. Una rivoluzione è una ricostruzione, basata su nuove forme di organizzazione e su nuovi pensieri.”

Ho appellativi divenuti odiosi, per cui ritorno… al passato!

Written by Ezio

14 aprile 2008 at 23:00

Pubblicato su Senza Categoria

Domenica

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“Ho troppo alti natali per esser posseduto,
sottopormi all’altrui comando,
funger da famiglio docile e strumento
per qualsivoglia Stato al mondo!”

Una delle “penne” migliori che mi capita di leggere di tanto in tanto (fottuta anche da Liberazione) suggerisce (e qui…) di andare a votare e annullare la scheda, per far sì da “poterci” contare; un’altra suggerisce di votare Antonio votare Antonio e c’è anche chi, tra un conato e l’altro, dà indicazioni di voto perché il meno peggio è sempre meglio del “più peggio”. Dice che spiegherà in futuro, quando sarà in grado di capire l’azione…

A parte il fatto che nel momento in cui decido di crocifiggere un simbolo stampato su un pezzo di carta preferisco contarmi anziché contarci, certe parole me ne fanno venire in mente altre, scritte da Thoreau, in merito al fatto che il miglior governo è quello che governa meno. Certo, si potrebbe obiettare che per avere un tal governo abbisogna che sia assolutamente liberista: niente scuola pubblica, niente ferrovie, niente aeroporti, niente sanità, niente di niente insomma. Al tal governo che governa meno resterebbe l’esercito per controllare (e provare a spostare più in là) i confini e la polizia per massacrare i dissidenti. Un gran bel governo, direi. Epperò, procedendo per proprietà transitiva e procedendo ancora con Thoreau, si potrebbe aggiungere che, a questo punto, il miglior governo è quello che non governa affatto (tutto e sempre nell’indicativo presente).

Domenica, se il tempo sarà buono, percorrerò tra i duecentocinquanta e i trecento chilometri, comodamente seduto sulla sella della moto, danzando tra le curve e bruciando i rettilinei, in culo ai giocatori d’azzardo.

Ci stanno bene (anche) dei versi del poeta girovago Antonio Pasini, scritti nel 1884.

In fra l’Adige e il Po giace un’amena
pianura feracissima ubertosa,
dà scelto grano, frumentone, avena;
ed appartiene a gente danarosa,
ma le popolazioni tristi e grame,
squallide fan pellagra ed irta fame.

Pochi soldi ricevon per salario,
abitan luridi e squallidi casoni;
corre fra i poverel poco divario
dai neri abitator dell’Amazzoni,
e la storia lo nota in le sue annalia
sono il vero ludibrio dell’Italia.

Pure un quindici dì sol dell’anno,
nell’epoca che mietessi il frumento,
vivono si può dir con meno affanno
sebben gravati di fatica e stento,
sempre però, ma rara l’occasione,
umano abbia a mostrarsi un po’ il padrone.

Però tutto compreso una sol lira,
o poco più, ricavan di profitto;
ma latente nutriano nel petto l’ira,
in quest’anno impugnaro il lor diritto,
e tutti d’un pensiero e un sentimento
mieter non voller men del 30 al cento.

Il Prefetto un avviso diè paterno,
che pur troppo non fu molto ascoltato;
la fiumana montava ed il Governo
a riordinare il primitivo stato
d’armati mandò là una divisione
ed ottocento e più mise in prigione.

Così si scioglie la question sociale?
A me sembra di no…

Written by Ezio

8 aprile 2008 at 22:38

Pubblicato su Senza Categoria