Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Anna(?)

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Questa sera una delle tante “Anne” vedrà un gruppo di carabinieri banchettare col suo feto, magari accompagnati nell’orrendo convivio da qualche testimone della CEI o da sua Santità in persona (ché, si sa…) davanti ad una tavola imbandita con tovaglia di seta e coppe d’oro e fiaschi di buon Chianti.
Quattrocentosessantagrammi di tenere membra da succhiare e tenere ossa da spolpare lentamente e niente da dividere coi cani, ché dei cani – si sa – ne hanno paura perché risultano essere troppo intelligenti per loro.
Non ho suggerimenti né consigli da dare se non la speranza che “Anna” sappia prendere il cuore (anzi, i cuori) in mano e stringerli forte, quelli di chi ha osato irrompere per violare la sua intimità.

Certi momenti

Anna che hai scavalcato le montagne e hai preso a pugni le tue tradizioni
lo so che non è facile il tuo giorno ma il tuo pensiero è fatto di ragioni
i padri han biasimato la tua azione
la chiesa ti ha bollato d’eresia
il cambiamento impone la reazione
e adesso sei il nemico e così sia
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Adesso quando i medici di turno rifiuteranno di esserti d’aiuto
perché venne un polacco (o un tedesco) ad insegnargli
che è più cristiano imporsi col rifiuto
pretenderanno che tu torni indietro
e ti costringeranno a partorire
per poi chiamarlo figlio della colpa
e tu una Maddalena da pentire
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Volevo dedicarti quattro righe per quanto può valere una canzone
credo che tu abbia fatto qualche cosa anche se questa è solo un’opinione
che lascerà il tuo segno nella vita e i poveri bigotti reazionari
dovranno fare senza peccatrici saranno senza scopi umanitari
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono
Credo che in certi momenti il cervello non sa più pensare
e corre in rifugi da pazzi e non vuole tornare
poi cado coi piedi per terra e scoppiano folgore e tuono
non credo alla vita pacifica non credo al perdono

Pierangelo Bertoli

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Written by Ezio

12 febbraio 2008 a 22:47

Pubblicato su Senza Categoria

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