Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Porta Portese

with one comment

porta-portese.jpg

“C’è una vecchia che ha sul banco
una foto di papa Giovanni
lei sta qui da quarantanni o forse più
e i suoi occhi han visto re
scannati ricchi ed impiegati
capelloni ladri artisti e figli di…”

Porta Portese non è un mercato di Roma, è il mercato di Roma. Non riesco a immaginarmela una Roma senza questo mercato dove non c’era tutto ma di tutto un po’.
Negli anni ’70 c’erano i russi con le loro ottiche da quattro soldi ma che non avevano nulla da invidiare a quelle dell’altra Europa, stendevano per terra i loro teli con sopra Zenit e binocoli, obiettivi di tutte le lunghezze focali e attacchi adattabili a tutti i corpi macchina; ed erano più che gentili. Ora il posto dei russi è stato preso dai cinesi: asettici, “dentro” bancarelle che sembrano uteri, con esposta tecnologia spesso inutile per tutte le tasche.
Ma non è di questo che voglio parlare.
Porta Portese era il luogo dove i morti di fame passavano le domeniche a giocare alle tre carte, o alla pallina nascosta sotto un bicchiere: botte da centomilalire ognuna, mica cotica.
Il passaggio abbisognava di semafori per dirigere il traffico umano: spallate e bustate addosso e pestoni sui piedi, e non più di cinquanta centimetri tra una bancarella e l’altra.
Adoravo sentire la puzza degli avvolgimenti dei motori elettrici sparsi su stracci appoggiati a terra; pezzi di ricambio usati e ormai inservibili; vecchi Amstrad e Commodore 64; mobili distrutti dal tempo e dalle tarme e scheletri di sedie dalla paglia marcita. E chissà quanta storia passata su quelle sedie, quante discussioni famigliari o tra amici, e quante bevute di vino fino al punto da pacificarsi.
E poi le bancarelle degli africani colme di totem di legno e tamburi di tutte le taglie, e armi e statuette di animali intagliate nel legno che solo mani di colore nero sanno fare.
Vecchi libri polverosi dalle pagine sbiadite mescolati con vecchie riviste porno, tra un topolino un tex e una lucifera.
Musica peruviana e africana mischiata con le note di Baglioni e Ramazzotti; e cesti di cd in cui mettere le mani e frugare in cerca di qualcosa o di nulla.
Porta Portese era di più: erano le facce rugose e scavate dal tempo dei vecchi venditori; le zingare con le gonne larghe e lunghe; le urla: “Oggi si svendeeee! Tutto a tremialaaaaaa”. La “caciara” e l’allegria di un mercato in cui non si andava per comprare ma si finiva comunque col portare qualcosa a casa.
Resistono i vecchi box di lamiera ad apertura giornaliera – anche se per la legge sono abusivi da tempo immemore – che vendono per lo più bici e accessori moto e auto; hanno un paio di cessi “condominiali” messi dal comune in cui si può pisciare (e oltre) per la modica cifra di cinquanta centesimi, ma di bancarelle domenicali ne sono sparite più del cinquanta percento.
Domenica ci sono capitato dopo un po’ di tempo, ogni banco rimasto aveva la licenza ben esposta per l’acuta vista dell’autorità competente; mancava tutta la parte dell’usato esposto per terra e di fatto c’era un banco su tre, almeno a giudicare dagli spazi vuoti.
No, non c’era una vecchia dalla faccia scheletrica con la foto di papa Giovanni sul banchetto in grado di raccontarti una storia di quartiere o la vita e le vite del quartiere, solo finanzieri in borghese con la cartellina sotto il braccio – tanto in incognito che il mio cane li avrebbe riconosciuti subito – che si aggiravano tra una bancarella e l’altra; e vigili e polizia, tanti e tanta.
Vigili ad ogni ingresso laterale e dentro il mercato, a “dirigere” un traffico di umani che non abbisognavano di scansarsi per passare, in numero proporzionale alle bancarelle rimaste.
Un mercato talmente morto che l’ho girato col marsupio ben chiuso e stretto a tracolla e il portafoglio ben occultato, ché di pistole ne giravano fin troppe.

Annunci

Written by Ezio

5 febbraio 2008 a 23:41

Pubblicato su Senza Categoria

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. Do you know if the market the porta portese is opened 04-04-2010? I know its easter but where just wandering.

    mille grazie, for any reaction

    Ernesto

    13 marzo 2010 at 17:56


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: