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L’altra generazione

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Se si spara a un poliziotto si finisce davanti a un tribunale penale, pare abbia detto Sarkozy ai rivoltosi delle banlieues, poiché aprire il fuoco contro la polizia significa tentato omicidio! (Sempre se si sbaglia mira, ci sarebbe da aggiungere…)

Sarkozy pare essere la stessa persona che vuole dar vita ad una nuova legge contro la pirateria in rete per contrastare il download col p2p e che parla dei giovani – in generale – come di feccia. Nessuna forma di violenza può essere derivata dalla società, bensì questa risulta malata poiché colpita dalla violenza individuale e di gruppo. Non una risposta ad un’offesa – quindi – bensì un’offesa in sé.

 

Al di là di quelle che possono essere le esperienze soggettive mi viene da dire che bisogna essere dei decerebrati se non si capisce che proibire significa solo stimolare la curiosità verso il proibito; che ogni giudizio generazionale risulta essere un’autoreferenza alla propria generazione rispetto all’altra di cui non si sanno condividere né comprendere simboli ed estremi.

Sarkozy sa benissimo che la feccia generazionale è diventata un peso per la (questa) società, poiché il possibile futuro salariato non garantisce lo stesso profitto dell’investimento finanziario, tanto che le fabbriche sembrano camuffarsi in banche.

Poverini, hanno avuto lo sculo d’essere nati (o magari capitati) nella parte giusta e si lamentano pure, distruggendo tutto ciò che quelli nati dalla parte sbagliata accorrerebbero (!?!?) a prendersi. E che dire dei sicari che scrivono le parole spesso inutili di un Sarkozy qualunque mentre offrono operette da quattro soldi sui giornali di regime, dove occultano fatti di cronaca commessi dai propri cittadini e al contempo deformano la realtà di quelli commessi da stranieri. I Sarkozy (francesi, italiani o di qualunque altra parte) lasciano raccontare la vita e la realtà a queste piccole troie di regime, la lasciano scrivere su rotoli di carta igienica acquistabili in edicola o narrare con una voce d’oltretomba dal tubo catodico, mentre i giornalisti che fanno giornalismo cadono sotto i colpi del fuoco amico: in Russia, in Inghilterra, in Iraq, in Afghanistan, in Bosnia, in Somalia, in qualunque altra zona dell’America latina o dell’Africa.

Dire “l’altra generazione” è solo un altro modo per distinguere un tempo che sta scadendo da un tempo che sta iniziando, in un una società che gli è stata cucita addosso, in un mondo che considerano ancora un bel posto e per il quale vale la pena lottare.

 

 

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Written by Ezio

29 novembre 2007 a 23:48

Pubblicato su Senza Categoria

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