Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Una lettera

with one comment

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Cambiano i tempi, ma il presente resta un tempo senza tempo.

“Nella voce del brigante risuona la memoria profonda dei popoli condannati al silenzio, e proprio per questo leggendari. I ribelli ignoranti che in tutte le epoche hanno osato irridere i giacobini, i preti progressisti, i ricchi borghesi, i milionisti, sono una sfida intollerabile all’ordine costituito della censura e della menzogna.”
(Pietro Golia

“Sig. Duca Grazioli:

Noi sottoscritti chiediamo la somma di L. 10.000 (dico diecimila) perché noi siamo banditi compromessi di morte, e non possiamo ritirarci, né possiamo lavorare, perché siamo bersagliati dal governo, neanche dobbiamo commettere rubbarie, e ricattare i poveri che vanno procacciandosi il pane, dobbiamo chiedere ai titolati milionisti, e loro devono farci vivere, se non vogliono ricevere dei gravi danni e dispiaceri, in più modi, senza che ve lo spieghiamo con il manoscritto.”
(Berardino Viola, tra la fine del 1899 e l’inizio del 1900)

I Ratti della sabina ci hanno scritto una splendida canzone su Berardo Viola, in quello che ritengo il loro album migliore: Circobirò.

La morale dei briganti

Per entrare nella storia,
nella labile memoria dei futuri cittadini
spesso servono i quattrini, non importa come fatti
se per meriti o misfatti, l’importante è accumulare
un patrimonio immobiliare che ti renda anche potente
agli occhi della gente , perché se non ti fai grande ti ritengono un brigante.
E’ su questo che io rifletto dopo aver letto e riletto
la richiesta di Berardo fatta a un nobile boiardo
e mi pongo il dubbio arcano che assillò il genere umano,
la morale è una sola o ha ragione anche Berardo Viola?

Voi di certo non sapete di quando chiese cento monete
ad un ricco e gran signore perché vide il suo garzone che allungava la mano
a rubare il biondo grano, e di nascosto caricare quattro sacchi dal casale.
Giudicando questo fatto un gravissimo misfatto
la sua acuta intelligenza ruppe ogni reticenza
e Berardo, reo brigante, ebbe un lampo fulminante e disse:
“Ma se ruba anche il garzone già pagato dal padrone,
sarà legge, o no, perdio, che gli rubi pure io
prima d’esser fucilato come un uomo disperato?”
Io non credo sia mai andato a scuola,
ma è scaltrissimo, Berardo Viola

Ma il quesito è illuminante, proprio di chi ne sa tante
e rispondo, sì Berardo hai ragione ma in ritardo
perché il ricco se potente è persona intelligente
ma se non diventa grande è un terribile brigante
stabilire ciò che è male è un’impresa colossale,
quando c’è chi pranza e cena
e chi ha il pane a malapena.
Chiedo a voi gran professori, ai giuristi o ai signori
la morale è una sola o ha ragione anche Berardo Viola?

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Written by Ezio

13 novembre 2007 a 23:24

Pubblicato su Senza Categoria

Una Risposta

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  1. Carissimo Ezio, ho ritenuto assolutamente doveroso inseguire canzone e tuo commento nelle ccg, visto che ci abbiamo una speciale sezione dedicata ai briganti e al brigantaggio. Puoi vedere qui la pagina:

    http://www.prato.linux.it/~lmasetti/canzonicontrolaguerra/canzone.php?lang=it&id=6723

    Saluti, un abbraccio e grazie. Vado a Genova.

    Riccardo Venturi

    17 novembre 2007 at 01:02


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