Palabrasenelviento

Palabras en el viento

Qualcosa di dovuto

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Qualcosa di dovuto a parole disperse nel vento, in uno spagnolo più che comprensibile o in un italiano più che comprensibile, che ho avuto in sorte di ascoltare. Le botte, una rete metallica, un elettrodo rivestito da uno straccio bagnato infilato nel culo, un altro appuntato sulle palle. Un’esistenza vissuta come altre tra l’Argentina e il nord: sempre in fuga, senza sentire il bisogno di cercarsi perché consapevoli di quel che si è. Un rotolino di carta cucito nel colletto della camicia, e poi scucito e nascosto in un luogo sicuro, e mai più ritrovato, come le persone i cui nomi conteneva. La paura, sempre.
La fuga di chi si accorge di aver perso e una vecchiaia vissuta con gli occhi e le mani di un adolescente.
Non c’è niente di più difficile di raccontarsi, credo; e non c’è niente di più difficile di raccontare gli altri.
Qualcosa di dovuto da parte mia, certo, chiudendo gli occhi davanti a pudore e rispetto per tutto il tempo necessario a scrivere queste righe.
Ora li ho di nuovo aperti, per questo mi fermo qui.

Ezio

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Written by Ezio

28 settembre 2007 a 22:32

Pubblicato su Senza Categoria

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