Procedura

Per condannare a morte una persona serve una maggioranza favorevole.
Il giorno della condanna gli incaricati passano per le case del paese, presto, mentre si fa la prima colazione e domandano: possiamo ammazzare in nome del popolo, cioè anche vostro?
Preciso che dev’essere domenica, o altra festività, un giorno in cui si possa deliberare con calma accanto alle tazze. Deve anche essere un giorno di sole.
Si conteggia la maggioranza, compresi bambini, compresi quelli che di solito non votano ma sulla vita e sulla morte vogliono pronunciarsi.
Quando risulterà una maggioranza favorevole, si potrà procedere democraticamente.
Gli astenuti sono contati tra i voti contrari. Perché? Perché sì!
Questa è la procedura più certa per stabilire la morte a maggioranza.
Chi è contrario alla condanna e non vuole essere associato al boia, deve arrendersi di fronte a questo conteggio. È effettivamente in nome del popolo, consultato col bel tempo, in una giornata di festa e appena sveglio.
Chi è contrario deve sapere con certezza di essere in minoranza. Altrimenti resta il dubbio che minoranza sia il giudice, il governatore, il direttore del penitenziario e il personale preposto.
Sembrano molti ma sono minoranza.
Il braccio della morte è minoranza.
Il braccio della vita ha diritto di fermarlo.
Abbiamo apposta due braccia.
(Erri De Luca)
grazie amico mio!
ci vediamo presto :-)
Nico
20 Giugno 2009 alle 16:51