Tributi e ricordi
Non amo i tributi, o, almeno, ho smesso di amarli da tempo. Sarà perché ho assistito a troppi tributi o ricordi di Fabrizio De André oppure per il fatto che questi spesso negano l’essenza del personaggio che si va a tributare. Nonostante ciò, ieri sera, mi sono recato al Nuovo Teatro Colosseo per assistere a quello che doveva essere un tributo a Sbancor, ad un anno dalla sua morte. Sarà per una forma di pudore e rispetto per ciò che ha scritto (ché io non l’ho mai conosciuto di persona) ma di scrivere il suo nome e cognome per intero non ne ho punta voglia, perché se uno sceglie uno pseudonimo e con quello si fa conoscere con quello si deve accettare di far conto. Pare che suo fratello abbia scoperto la doppia personalità-identità solo dopo la sua morte, ed abbia faticato non poco per (ri)mettere insieme i fili rigorosamente rossi (e qui un po’ mi stupisco, io ricordo uno Sbancor rigorosamente anarchico). Certo, chi ricorda la firma dei primi articoli di quella penna italiana la cui faccia oggi somiglia un po’ a babbo natale e un po’ ad un Einstein coi capelli ben pettinati potrà anche capire il perché dello pseudonimo… Lo spettacolo è stato proprio… uno spettacolo, nel senso di un musical che è iniziato con parole prese in prestito da “American Nightmare” e con un tango e la rivoluzione spagnola ed è finito con e sulle note di Kalashnikov (o Kalasnjikov), di Goran Bregovic, passando per tutto il resto della storia economica e bellica dell’occidente. Tante cose mi sono sfuggite, più per mia ignoranza che per demeriti teatrali, però la serata è filata via liscia ed alla fine m’è rimasta in testa l’idea che Weber sia assolutamente in errore riguardo al fatto che gli esperti comprendano sempre di più su sempre di meno, fino al punto da comprendere tutto di nulla.
Qualche traccia della serata? nel senso di un libretto, un testo, qualcosa del genere ….
salud
Franco Senia
6 Maggio 2009 alle 11:43
Niente, a parte il manifesto con la foto della sua faccia a metà, che puoi vedere su carmilla. Bifo ha mandato un suo ricordo in video e, dopo, sono stati letti alcuni passi di un libro rimasto – ahimè – incompiuto ed un altro video in cui sbancor parlava di economia e guerra. Alla fine c’è stato un buffet con cibi che difficilmente riesco ad ingurgitare.
buonavita
Ezio
6 Maggio 2009 alle 19:14