Tra mitologia e scienza
Dal latte di Giunione (o Era?) al braccio di Orione in cui è immerso il sistema solare, tra mitologia e scienza un cielo stellato e terso è sempre uno spettacolo al quale cerco di non mancare.
Ad ogni popolo la sua storia antica: per i Mosetenes, abitanti dell’attuale Bolivia in epoca precolombiana (esistono ancora delle piccole comunità composte da pochi individui) quella striscia lattiginosa che attraversa il cielo alla nostra latitudine da nord-est a sud-ovest non sfuggì affatto alla vista, della loro “versione” sulla nascita di quel fiume di stelle ci racconta Eduardo Galeano.
“Il verme, non più grande di un dito mignolo, mangiava cuori di uccelli. Suo padre era il miglior cacciatore del popolo dei Mosetenes.
Il verme cresceva e ben presto raggiunse le dimensioni di un braccio. Ogni volta pretendeva più cuori. Il cacciatore passava tutto il giorno nella selva, uccidendo per il figlio.
Quando il serpente non riuscì più a entrare nella capanna, la selva si era svuotata di uccelli. Il padre, freccia infallibile, gli offrì cuori di giaguaro.
Il serpente divorava e cresceva. Non c’erano più giaguari nella selva.
“Voglio cuori umani” disse il serpente.
Il cacciatore sterminò la gente del suo villaggio e dei paesi vicini finché un giorno, in un lontano villaggio, lo sorpresero sul ramo di un albero e lo uccisero.
Incalzato dalla fame e dalla nostalgia, il serpente andò a cercarlo.
Si avvolse tutt’intorno al villaggio colpevole, in modo che nessuno potesse fuggire. Gli uomini lanciarono tutte le loro frecce contro quel gigantesco anello che li aveva assediati. Il serpente intanto non smetteva di crescere.
Nessuno si salvò. Il serpente recuperò il corpo di suo padre e prese a crescere verso l’alto.
E là si può vederlo che attraversa la notte, sinuoso, irto di frecce lucenti.”
