La muerte es cultura
Non la conoscevo questa poesia di Augusto Monterroso musicata e cantata dal cantautore Colonbiano Lizardo Carvajal:
La oveja negra
En un lejano país
existió hace muchos años
una oveja negra que fue fusilada
Pero un siglo después
el rebaño arrepentido
le levantó una estatua ecuestre
(que quedó muy bien en el parque)
Así en lo sucesivo
cada vez aparecía una oveja negra
era rápidamente fusilada.
Para que las nuevas generaciones
de ovejas comunes y corrientes
pudieran ejercitarse también
en la escultura.
È una metafora che Carvajal prende in prestito per raccontare delle persone che hanno lottato per la libertà la democrazia e la giustizia sociale in Colombia e che sono state ovviamente assassinate, come abitualmente avviene in ogni altro angolo del mondo.
L’esercizio alla (s)cultura impone sacrifici: la morte è l’unica cultura.
La metafora mi ricorda un pensiero di Einstein in merito al fatto che, per far parte del gregge, abbisogna innanzitutto sentirsi pecora; e mi ricorda la recente passeggiata finita con l’immancabile abbraccio tra Álvaro Uribe e Rafael Correa.
Il video: